Rapporto "Fatal Journeys"
I dati spaventosi dell’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni. 40mila migranti morti nel mondo dal 2000 a oggi, più di 22mila nel Mediterraneo per raggiungere l’Europa. Il 2014 si conferma l’anno più mortale di sempre con 4077 vittime accertate nel mondo di cui 3072 nel "mare nostrum". La maggior parte delle persone decedute (30%) è di origine africana.

Sono quasi 40.000 i migranti morti dal 2000 a oggi in tutto il mondo. Il bilancio delle vittime che migrano verso l’Europa è salito a quasi 4.000 decessi dall’inizio del 2013 e ammonta a più di 22.000 dal 2000 ad oggi. Circa 3.000 decessi sono stati registrati in altre aree dell’Africa Sub-Sahariana e nelle acque dell’Oceano Indiano. 
Sono i drammatici risultati pubblicati lunedì dall’Organizzazione mondiale per le Migrazioni (Oim) attraverso il rapporto “Fatal Journeys: Tracking lives lost during Migration”, la raccolta di dati più aggiornata al mondo relativamente ai decessi di migranti, via terra e via mare. 
Dai dati emerge chiaramente che l’Europa è la destinazione più pericolosa al mondo per i migranti “irregolari”. Come detto, dal 2000 sono 22.400 coloro che hanno perso la vita durante i pericolosi viaggi attraverso il mar Mediterraneo. Questo significa che in media nei nostri mari sono morti 1.500 migranti ogni anno.
Il rapporto conferma poi quello che ormai si dice da tempo: nel 2014 il numero dei morti è aumentato esponenzialmente. Rappresenta, infatti, l’anno più mortale registrato dal 2000 a oggi, con più del doppio dei morti che avvengono in media durante un anno, contati in soli 9 mesi.
Ma il mare nostrum detiene anche un altro primato, perché il 75% di tutti i decessi avvenuti nel globo durante il 2014, sono stati contati qui. Su 4077 vittime accertate nel mondo, la maggior parte delle quali (30%) è di origine africana, ben 3072 sono morte nel mediterraneo, come si vede nei grafici sottostanti e nella cartina sopra, tratti dal rapporto.

 

 

Questi dati sconfortanti relativi all’anno in corso vengono, come ovvio, giustificati dal rapporto con un aumento significativo dell’afflusso migratorio. Basti pensare che in questi primi otto mesi le autorità italiane hanno registrato 112.000 arrivi di migranti via mare, quasi tre volte di più di quelli del 2013. Tutti in fuga da conflitti, persecuzioni e povertà che sicuramente sono aumentati o peggiorati, rendendo impossibile la vita a un numero sempre più alto di persone, e ciò, assieme all’instabilità politica della Libia, rappresenta certamente la causa principale di questa nuova pressione migratoria.

Anche i viaggi che i migranti africani compiono per raggiungere le coste dell’Africa settentrionale rappresentano rotte (vedi immagine in fondo tratta dal rapporto) estremamente rischiose, forse più del Mediterraneo.
“Forse”, perché le stime del rapporto sul numero migranti dell’Africa sub-sahariana che muoiono su queste rotte sono molto vaghe. Secondo il blog Fortress Europe, dal 1996 a oggi almeno 1.790 persone sono morte sulla rotta che attraversa il Sahara, anche se è risaputo che questo dato sottostima ampiamente il numero reale.
È probabile che il numero di morti sulla rotta del Sahara nel 2014 sia stato in effetti molto elevato. Anche se non si hanno dati certi, le testimonianze raccolte dai migranti indicano sempre questa come la strada più pericolosa e mortifera.
Gli analisti dell’Oim ritengono che qualsiasi stima di mortalità su queste rotte dovrebbe essere moltiplicata per tre per arrivare a un dato più realistico. È probabile, quindi, che siano queste le rotte che fanno il maggior numero di vittime. Sono le testimonianze che portano a tale conclusione. «Molti migranti sostengono di aver visto un gran numero di cadaveri nel deserto o raccontano di amici scomparsi perché rapiti o uccisi durante il trasporto. Ma questa evidenza porta solo a deduzioni che non possono essere tradotte in cifre come invece avviene per i morti in mare che sono maggiormente documentati, pur essendo anche questi incerti» sottolinea il rapporto.
Il commento che riassume le reazioni a queste cifre desolanti, è stato rilasciato dal Direttore Generale dell’Oim William Lacy Swing: «Il nostro messaggio è chiaro: tanti migranti stanno morendo, è arrivato il momento di fare di più che contare il numero delle vittime. È tempo di fare fronte comune affinché i migranti in gravi difficoltà non debbano subire violenze», e ha poi concluso dicendo: «dobbiamo porre fine a questo fenomeno. I migranti irregolari non sono criminali ma esseri umani che hanno bisogno di protezione e assistenza, e meritano rispetto».


Foto in alto tratta da magazinepausacaffe.blogspot.it