Ai ballottaggi del 5 qagosto gli stessi problemi organizzativi di giugno e luglio
124 dei 137 seggi al partito di maggioranza: l’opposizione non ci sta e grida ai brogli. 40 partiti chiedono l’annullamento delle elezioni.

Il primo turno elettorale, il 24 giugno, era stato segnato da disordini e dalla disorganizzazione delle amministrazioni: in 19 circoscrizioni i cittadini non avevano potuto votare.

I ballottaggi decisivi, previsti inizialmente per il 22 luglio, erano quindi stati rimandati domenica 5 di agosto, per permettere a tutte le regioni di recuperare il primo turno elettorale.

Già dai primi risultati il partito congolese del lavoro (PCT), del presidente Denis Sassou Nguesso, risultava in vantaggio, mentre l’opposizione, il cui maggior partito è  l’Unione panafricana della democrazia sociale (Upads) dell’ex-président Pascal Lissouba, aveva subito denunciato irregolarità.

Dopo l’ufficilizzazione dei risultati dopo il secondo turno, i contrasti tra le parti politiche si sono accesi: l’opposizione si è trovata con soli 11 seggi in parlamento, un risultato considerato inaccettabile e non corrispondente alla reale volontà della popolazione. Al partito di maggioranza sarebbero andati invece 124 dei 137 seggi dell’Assemblea. 40 partiti minori hanno costituito una coalizione per protestare contro i dati delle elezioni, e chiedendone l’annullamento.

Gli osservatori internazionali inviati dall’Unione Africana hanno affermato che la disorganizzazione che si era verificata il 24 giugno si è ripresentata al secondo turno, e appoggiano la richiesta dell’opposizione di un rifacimento delle elezioni, proponendo anche l’informatizzazione del conteggio dei voti e il riesame del sistema di distribuzione delle schede e del materiale elettorale. I rappresentanti dell’UA hanno anche suggerito la creazione di una struttura unica e indipendente che possa garantire l’imparzialità delle prossime elezioni. Un compito, quello di supervisionare le elezioni, che spetterebbe al Ministero dell’Amministrazione territoriale e alla Commissione Nazionale dell’organizzazione delle elezioni (CONEL). Entrambe queste istituzioni sono state additate come incompetenti dai partiti di minoranza.