Lesotho

Crisi e caos istituzionale in Lesotho. Il Procuratore generale del paese ha presentato i documenti di accusa contro la presidente della Corte Suprema, Nthomeng Majara, per incitamento alla violenza e minaccia alla stabilità e alla pace del piccolo regno montano, enclave del Sudafrica.

La Majara – prima donna a rivestire questa alta carica nel paese – è stata sospesa la scorsa settimana dal re del Lesotho, Letsie III, e sostituita temporaneamente dal giudice Maseforo Mahase, su richiesta del primo ministro Tom Thabane che vorrebbe metterla in stato d’accusa.

La decisione di sospendere la giudice arriva quattro mesi dopo che quest’ultima aveva ottenuto da parte di un tribunale, l’ordine di vietare al primo ministro Thabane di suggerire al monarca di sospenderla e di richiedere un’indagine nei suoi riguardi.

Successivamente, come ricorda il Lesotho Times, è stata accusata di aver affittato una casa ad una prezzo mensile di gran lunga superiore al suo stipendio. Inoltre la casa apparterrebbe al suo collega Teboho Moiloa, il che farebbe sorgere un conflitto di interessi.

Majara ha sempre negato e respinto le accuse che a suo dire sarebbero politicamente motivate. Stando alle sue carte di difesa nel novembre del 2017 sarebbe stata avvicinata dall’allora ministro della Giustizia, Mahali Phamotse, che le avrebbe chiesto di dimettersi, ma lei si sarebbe rifiutata. Poi avrebbe chiesto una buona uscita che l’esecutivo le avrebbe negato. Da ciò sarebbe poi nato il duro scontro istituzionale attuale che sta paralizzando la giustizia del paese.

La presa di posizione di Thabane ignora completamente l’appello lanciato nei giorni scorsi da parte dell’African Judges and Jurists Forum e dell’International Commission of Jurists che chiedevano di mantenere separati il potere esecutivo dal giudiziario e smettere di minacciare la Majara. Anche Amnesty international ha mostrato preoccupazione per quella che considera una violazione dell’indipendenza del potere giudiziario da parte del governo.

Nei giorni scorsi la Majara aveva fatto sapere tramite una lettera del suo avvocato che avrebbe ignorato la sua sospensione, frutto di una “violazione della Costituzione” e continuato a svolgere le sue funzioni. Ora che però sono state depositate delle accuse di sovversione, stando alla legge in vigore Lesotho, la giudice e il suo avvocato potrebbero essere considerati “nemici dello Stato” e venire arrestati. (SABC News / Les Times)