51° Vertice Ecowas/Cedeao

Si è aperto ieri mattina a Monrovia, in Liberia, il 51esimo Vertice della Comunità economica degli Stati dell’Africa Occidentale (Ecowas / Cedeao) al quale per la prima volta ha partecipato anche un paese che non fa parte dell’organizzazione regionale, Israele, la cui presenza ha disturbato alcuni capi di Stato e di governo.

La presenza del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, è stata all’origine della decisione del sovrano del Marocco, Mohammed VI, di non partecipare al meeting, pure importante per il paese che chiede di entrare a fare parte del gruppo regionale. Per la stessa ragione anche altri Stati hanno ridotto le loro rappresentative al Vertice.

Israele è impegnato in una campagna africana per rinnovare i rapporti di cooperazione (nei settori della sicurezza, delle infrastrutture e dell’agricoltura), ma soprattutto diplomatici. Tel Aviv sogna di indebolire quella che definisce la “maggioranza automatica” dei paesi che gli votano contro alle Nazioni Unite e in altre sedi internazionali. Nel tentativo di spostare i consensi, Israele ha aperto linee di dialogo con paesi musulmani africani, come Nigeria e Senegal. E si parla di “contatti discreti” con i paesi del Sahel.
Con alcuni risultati: come la fine della crisi, annunciata prorio ieri dal presidente senegalese Macky Sall, dopo un incontro con Netanyahu. Lo scorso dicembre, il Senegal (membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu) è stato uno dei 14 paesi a votare una risoluzione di condanna alla colonizzazione dei territori palestinesi, che ha portato Israele al congelamento dei programmi di cooperazione con Dakar.
A Monrovia Netanyahu ha firmato un memorandum d’intesa per 1 miliardo di dollari con i membri dell’Ecowas per i progetti di energia verde.

Nel corso del vertice il presidente togolese Faure Gnassingbe è stato nominato nuovo presidente dell’organizzazione. Gnassimbé prende il posto della presidente liberiana Ellen Johnson Sirleaf. (Afrique Presse / Africa News)