Liberia

Le autorità della Liberia hanno imposto il coprifuoco in una città nel nord del paese dopo le violente proteste che sono scoppiate a seguito di un’ondata di presunti omicidi rituali. Lo hanno rivelato le autorità ieri.

I residenti di Ganta, al confine con la Guinea hanno confermato che le proteste sono iniziate dopo l’uccisione di un motociclista avenuta nella giornata di ieri. Un omicidio avvenuto il giorno dopo il ritrovamento del corpo di una ragazza di 13 anni che era scomparsa settimane prima.

Un comandante della polizia locale ha detto che una persona è stata uccisa e diverse sono rimaste ferite nelle proteste, oltre a diverse proprietà che sono andate distrutte. I funzionari del governo di Monrovia non hanno però confermato queste notizie.

I residenti hanno detto che le violenza sono scoppiate dopo che due persone sono state arrestate per l’omicidio della ragazza  e che sarebbero stati assoldati da un uomo d’affari. Anche l’uomo d’affari sarebbe stato arrestato a Banga nel centro del paese.

“Non esiteremo a portare di fronte alla giustizia chiunque sia legato a questa violenza”, ha detto il ministro della giustizia Benedetto Sannoh. Il ministro ha aggiunto che 6 persone sono state arrestate per le proteste.

La morte della ragazza è stato l’episodio più recente di una lunga scia di uccisioni che va avanti da anni nella zona, della quale sono stati accusati residenti, uomini d’affari e uomini politici in cerca di potere.

Anche se rari, i casi di omicidi rituali sono stati registrati in diversi paesi africani, con parti del corpo a volte usate nelle cerimonie che si ritiene conferiscano poteri soprannaturali. Si veda l’annosa piaga delle uccisioni degli albini in africa orientale. (Reuters)