La classifica di Reporters Sans Frontieres
Una lista di personalità, organizzazioni e gruppi di potere che ostacolano in ogni modo la libertà di informazione. Una classifica di 40 nomi, presentata ieri dall’organizzazione Reporters Sans Frontieres, che cita il presidente eritreo Isaias Afewerki al primo posto, tra gli africani.

L’organizzazione Reporters Sans Frontieres (Rsf) li definisce «predatori della libertà di espressione e di stampa» nel mondo. In una lista pubblicata ieri, in occasione della giornata mondiale per la libertà di stampa, Rsf elenca 40 nomi , tra politici, funzionari statali, esponenti religiosi, milizie e organizzazioni criminali, indicati come responsabili di attacchi diretti ai giornalisti. Personalità o gruppi di potere per i quali la libera stampa è un nemico privilegiato, da combattere con ogni mezzo.

Molti di loro erano già presenti nella lista stilata lo scorso anno, ma nel 2009 ci sono anche alcune note positive che riguardano l‘Africa, come l’uscita di scena, in Somalia, di Mohamed Warsame Darwish, capo dell’intelligence e promotore di pesanti raid e arresti arbitrari contro i pochi giornalisti rimasti nel Paese.

In Eritrea, invece, si conferma la situazione peggiore al mondo. Al primo posto della lista dei “predatori” c’è, infatti, il presidente eritreo Isaias Afeworki, seguito da quello del Gambia Yahya Jammeh, e della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema.

“New entry” invece per il comandante in capo della polizia nigeriana, Ogbonna Onovo. Polizia che sostituisce il ruolo ricoperto finora dal servizio di sicurezza dello stato. «In Nigeria fin dalla loro formazione i poliziotti venivano esortati ad usare la violenza con i giornalisti, in modo da escludere testimoni scomodi» spiega Domenico Affinito, vice presidente della sezione italiana di Rsf e inviato dell’agenzia stampa Agr.

Nell’elenco stilato dall’organizzazione, compare, poi, il presidente del Rwanda, Paul Kagame, e non mancano le organizzazioni islamiste attive in Somalia, colpevoli di uccidere, torturare, incarcerare e minacciare, con le loro milizie, i giornalisti del paese.

Ultime posizioni invece per un nome storico: il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, e uno degli ultimi sovrani assoluti al mondo, re Mswati III dello Swaziland, fazzoletto di terra tra Sudafrica e Mozambico.
Per quel che riguarda il Nord Africa, la lista contiene il nome del leader libico Muammar Gheddafi e del presidente della Tunisia, Zine El Abidine Ben Ali, al potere dal 1987.

(L’intervista a Domenico Affinito, vice-presidente della sezione italiana di Reporters Sans Frontieres, inviato dell’agenzia stampa Agr, è stata estratta dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)