Libia

Diversi depositi di greggio hanno preso fuoco come conseguenza di scontri tra jihadisti del gruppo Stato Islamico (Is) e guardie delle installazioni petrolifere ad al-Sidra. La notizia è stata confermata dalla Compagnia nazionale del petrolio (Noc), secondo cui i depositi a fuoco sono quattro.

Il rappresentante dell’Onu in Libia è partito dagli ultimi sviluppi per chiedere ancora una volta la rapida formazione di un governo di unità nazionale così come pattuito a dicembre da alcuni degli attori della crisi libica riuniti in Marocco.

L’Is – che controlla da alcuni mesi Sirte – sta cercando di allargare la sua sfera di influenza e nei giorni scorsi ha saggiato le difese delle installazioni petrolifere di al-Sidra e di Ras Lanuf. I combattimenti – tenuti lunedì e martedì – hanno causato morti da una parte e dall’altra ma il bilancio non è verificabile con fonti indipendenti. Le guardie delle installazioni hanno ricevuto appoggio aereo da parte di Fajr Libia, la coalizione di milizie che controlla Tripoli.

Sui media libici la notizia degli attacchi dell’Is è stata accompagnata da testimonianze di persone che avrebbero confessato il coinvolgimento in diversi attentati avvenuti a Tripoli e la testimonianza di donne che sarebbero state convertite al jihad attraverso i social network e convinte a trasferirsi a Sirte dove poi avrebbero spostato combattenti jihadisti di varie nazionalità.
La Libia è il paese africano che vanta le più ricche riserve di petrolio, ma la produzione che nel 2011 ammontava a 1,6 milioni di barili al giorno e scesa di un terzo. (AtlasWeb)