Libia

Dopo oltre due mesi di estenuanti trattative e passi falsi, ancora un nulla di fatto per il governo di riconciliazione nazionale libico. 

Il Parlamento libico in esilio a Tobruk – l’unico riconosciuto dalla Comunità internazionale – non ha potuto dare la fiducia al governo del premier Fayez al Sarraj per mancanza del numero legale. “Il quorum richiesto (89 membri del Parlamento) non è stato raggiunto e così il presidente della ‘camera’ ha aggiornato la seduta”, ha reso noto il deputato Mohammed al-Abbani. Anche un altro deputato, Ali al-Qaidi, ha confermato il mancato aggiungimento del quorum “e la sessione per il voto è stata aggiornata alla prossima settimana”.

Un altro deputato, Khalifa al-Daghari, ha parlato di divergenze tra i deputati sull’ordine del giorno. Il voto era atteso in giornata, in un clima di preoccupazione crescente della diplomazia occidentale per l’avanzata dell’Isis nel Paese nordafricano a poche centinaia di chilometri dalle coste italiane. Adesso occorrerà attendere ancora una settimana. 

L’esercito libico intanto ha ripreso il controllo dei quartieri di Bengasi situati nei pressi del porto, costringendo gli islamisti dello Stato islamico (Isis) e di Ansar al Sharia a ripiegare in tre zone nel Sud-Ovest della città. Stando a quanto riportato da Libya Herald, i militari libici hanno conquistato nelle ultime 48 ore le zone di Buatni, Hawari e Laithi.  L’esercito libico ha lanciato sabato scorso una nuova offensiva per riprendere il controllo di Bengasi. Il giorno prima era stato il generale Khalifa Haftar, capo dell’esercito nazionale che fa capo al parlamento di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, ad annunciare l’avvio della “battaglia finale per la liberazione completa” della seconda città libica. (Rai News)