Libia

Una bomba è esplosa al cancello d’ingresso dell’ambasciata del Marocco a Tripoli causando solo danni materiali. Coinvolto anche ad un edificio vicino. Poco prima l’assalto di uomini armati alla legazione sudcoreana, dove due guardie sono rimaste uccise.

Sui due attentati ci sarebbe l’ombra dell’Isis.  L’ordigno era nascosto in uno zaino. Secondo fonti della sicurezza libia, alcune automobili sarebbero state danneggiate.  L’ambasciata marocchina a Tripoli è chiusa da mesi, Rabat ha infatti ritirato il personale da quando il sovrano, Mohammed VI, ha intensificato gli sforzi per mediare tra le parti, fornendo sostegno all’inviato speciale dell’Onu per la Libia, lo spagnolo Bernardino Leon.

Il Marocco ha ospitato i precedenti negoziati sotto egida Onu tra i due ‘governi’ libici rivali, quello di Tobruk, internazionalmente riconosciuto, e quello ‘islamista di Tripoli. Colloqui che riprendono stamane ad Algeri. (Rainews)

Gli attacchi arrivano nel giorno in cui ad Algeri si riaprono colloqui – distinti da quelli in Marocco – sulla possibile formazione di un governo di unità nazionale: “Solo attraverso il compromesso la Libia potrà avanzare verso un futuro più stabile, sicuro e prospero”, sostiene a questo proposito una dichiarazione congiunta firmata dai ministri degli Esteri di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti. (Misna)