Libia / Armi

Sono le milizie di Misurata le prime beneficiarie dei blindati consegnati nel fine-settimana a Tripoli da una nave battente bandiera turca, in violazione all’embargo Onu: lo ha riferito ieri il quotidiano Asharq al-Awsat, citando fonti militari in Libia.

Secondo questa ricostruzione, alcuni dei 30 veicoli giunti a bordo della Amazon Giurgulesti sono stati assegnati in dotazione anche alla Brigata al-Nawasi e a milizie “estremiste” come Usama al-Juwaili.

Della consegna dei blindati a beneficio dei combattenti di Misurata, fedeli all’esecutivo di Fayez al-Serraj, si è scritto lo scorso fine-settimana. In evidenza sulla stampa locale e internazionale il dato della violazione dell’embargo sulle armi approvato dall’Onu nel 2011 ma già bypassato più volte, con denunce rivolte tra gli altri a Emirati Arabi Uniti, Qatar, Francia ed Egitto.

In particolare, gli Emirati Arabi Uniti sono mobilitati sulla base di Al-Khadim, tra Bengasi e Al-Marj, nell’est del paese. Aerei d’attacco leggero AT 802 di origine emiratina, ma verosimilmente gestiti da un operatore privato, sono utilizzati dalla forza di Haftar.

Coinvolte anche Russia e Cina. Mosca nel 2017 inizia a fornire pezzi di ricambio dei caccia Mig-23 dopo la visita del maresciallo Haftar sulla portaerei russa Kuznetzov, in navigazione nel Mediterraneo, mentre fino a poco tempo fa, i droni di origine cinese Wing Loong, avrebbero svolto missioni nella regione di Tripoli. Questi droni armati di missili sono presenti anche, tra gli altri, negli inventari degli Emirati e degli eserciti egiziani.

Dal 4 aprile scorso è in corso un aspro scontro alle porte di Tripoli e in altre zone della Libia tra le forze di al-Serraj e l’Esercito nazionale che fa capo al generale Khalifa Haftar.

Intanto ieri sono state interrotte le forniture di acqua a Tripoli e alle città circostanti dopo che un gruppo armato ha preso d’assalto una sala di controllo, lasciando milioni di persone senza acqua. (Dire / Radio France International)