Libia

Il gruppo Stato islamico (Is) ha rivendicato l’attacco kamikaze compiuto oggi a Zliten, in Libia. Sull’agenzia Amaq, uno dei media ufficiali del califfato, si afferma che l’attentato è stato messo a segno “da uno degli eroi dello Stato islamico a Zliten”. Ancora incerto il bilancio delle vittime: i siti di informazione libici parlano di almeno 100 morti, fonti ospedaliere di Misurata riferiscono invece alla Reuters di 65 vittime. I feriti sarebbero decine. Le autorità libiche hanno messo in allerta gli ospedali di Tripoli e Misurata e hanno invitato la popolazione a donare il sangue. 

Un camion imbottito di esplosivo è stato lanciato nelle prime ore di stamattina davanti all’ingresso di un centro di addestramento della polizia a Zlitan. In quel momento, circa 400 reclute erano impegnate in un’esercitazione. Testimoni oculari, citati dal sito ‘Libya Observer, hanno riferito di un “massacro”.

La branca libica dell’Is ha rivendicato l’attacco all’accademia con un messaggio diffuso su Twitter, e sostiene di aver provocato la morte di 100 persone. “Abbiamo attaccato un gruppo di piu’ di 100 tra soldati e poliziotti tiranni spargendo i loro resti dappertutto”, si legge nel messaggio. (RaiNews)

L’Is persegue la sua penetrazione in Libia approfittando del caos senza fine seguito all’uscita di scena di Gheddafi nel 2011.

Approfittando della frattura generata nel paese dalla rivalità tra i due parlamenti di Tobruk e Tripoli, l’Is ha preso il controllo di Sirte, 450 chilometri a est di Tripoli, e punta al controllo delle ricchezze petrolifere del paese. Secondo le Nazioni Unite, sono tra 2000 e 3000 i combattenti dello Stato Islamico in Libia.
Nei giorni scorsi i jihadisti hanno attaccato i terminal petroliferi di al Sedra, Ras Lanouf e Brega, almeno 9 soldati sono rimasti uccisi e cinque depositi di greggio sono in fiamme.

Lo scorso 17 dicembre a Skhirat, in Marocco, i delegati del Congresso di Tripoli e quelli della Camera di Tobruk hanno firmato l’accordo per la creazione di un “governo di unità nazionale” proprio nella prospettiva della lotta all’Is, seguendo il piano proposto dalle Nazioni Unite. Ma l’attuazione del piano è complicata dalle resistenze persistenti nei due campi.