Libia / Francia

Parigi ha confermato ieri che i missili Javelin, trovati in possesso delle forze del generale Khalifa Haftar a Gheryan, alla fine di giugno, appartengono all’esercito francese, ma ha assicurato che si tratta di armi fuori uso che devono essere distrutte.

Questa affermazione arriva dopo le rivelazioni del New York Times che ha attribuito alla Francia la proprietà di questi missili statunitensi, fabbricati dalla Lokheed Martin, venduti alle forze armate d’oltralpe nel 2010.

Riconquistando Gheryan alla fine di giugno, le forze del governo di unità nazionale di Fayez al-Serraj avevano cercato di attribuire questi missili agli Emirati Arabi Uniti. Ma Abu Dhabi, alleato degli Stati Uniti e di Khalifa Haftar, aveva negato categoricamente. Il Dipartimento di Stato americano ha allora avviato delle indagini, i cui risultati sono poi trapelati sul quotidiano statunitense.

Le autorità francesi sostengono che queste armi sono “danneggiate e fuori uso”, che sono state immagazzinate per essere distrutte e che non sono state trasferite alle forze locali. Ma Parigi non spiega perché le sue armi siano state trovate nell’arsenale militare di Haftar. La domanda è se, lasciando i suoi missili a uno schieramento militare coinvolto nell’attuale conflitto in Libia, la Francia abbia violato l’embargo sulle armi in vigore dal 2011.

Per giustificare la presenza dei suoi missili in Libia, Parigi conferma anche di avere agenti segreti a Gheryan, cosa che in precedenza aveva sempre negato. Secondo il ministero delle Forze Armate, “queste armi erano destinate all’autoprotezione di un distaccamento francese schierato a fini di intelligence nel campo dell’antiterrorismo”. (Radio France International)