Libia / Migranti

Un raid aereo ha colpito ieri un centro di detenzione per migranti in un sobborgo della capitale Tripoli, uccidendo almeno 40 persone e ferendone 80. Secondo testimonianze raccolte da giornalisti indipendenti, i morti sarebbero 180.

È il più pesante bilancio noto di un bombardamento da quando, tre mesi fa, le forze orientali dell’Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar hanno lanciato un’offensiva con truppe di terra e aeree per conquistare la capitale, in mano al Governo di accordo nazionale (Gna) di Fayez al-Sarraj, riconosciuto dall’Onu.

Il centro di detenzione si trovava nel sobborgo di Tajoura che ospita diversi campi militari di forze alleate del Gna, che sono stati presi di mira da attacchi aerei per settimane. Testimoni sul posto denunciano che i centri di migranti sarebbero usati come scudi umani da al-Serraj contro i raid di Haftar.

Migliaia di migranti sono detenuti in condizioni disumane in centri gestiti dal governo di al-Serraj nella parte occidentale della Libia. (Voice of America)