Libia / Migranti

La denuncia è contenuta in un rapporto dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim / Iom), che riporta le testimonianze di molte vittime della tratta. I migranti raccontano che dopo essere tenuti in detenzione in Libia da trafficanti di esseri umani o da gruppi di miliziani, sono portati in piazze o parcheggi di varie città per essere venduti.

Coloro che possono vantare competenze e qualifiche lavorative, sono ceduti a prezzi più alti.
Centinaia di giovani uomini e donne dell’Africa sub-sahariana sono passati da questi mercati di schiavi, secondo il rapporto, in cui si racconta anche la testimonianza di un senegalese, venduto in uno di questi mercati nella città meridionale libica di Sabha, prima di essere portato in una prigione di fortuna in cui erano tenuti prigionieri più di 100 migranti.

L’uomo ha raccontato che gli ostaggi erano costretti a chiamare al telefono le loro famiglie chiedendo soldi per pagare per il loro rilascio. Alcuni di loro venivano picchiati, mentre parlavano al telefono, con lo scopo d’impaurire i parenti, costretti ad ascoltare le urla del proprio caro mentre veniva torturato.

A Sabha il giovane senegalese coperto da anonimato, ha descritto condizioni di detenzione “terribili”, con migranti costretti a sopravvivere con scorte di cibo limitate, mentre chi non ha famigliari in grado di pagare è ucciso, lasciato morire di fame o venduto.
Le donne, invece, sono per lo più comprate da privati ??libici e tenute in casa come schiave sessuali.

A confermare questa nuova, preoccupante tendenza è anche un membro dello staff dell’Oim in Niger che ha raccolto i racconti di diversi altri migranti fuggiti. “Tutti hanno confermato il rischio di essere venduti come schiavi nelle piazze o nei garage di Sabha, a gente del posto che li utilizza per lavori quotidiani in città, spesso in edilizia”. Più tardi i compratori “invece di pagarle, vendono le loro vittime a nuovi acquirenti”. Alcuni migranti, racconta ancora l’operatore dell’Oim, per lo più nigeriani, ghanesi e gambiani, sono costretti a lavorare “come guardie nelle case di riscatto o degli stessi mercati di schiavi”. (Oim / Bbc)