Libia

Le Nazioni Unite hanno presentato alle fazioni in lotta in Libia una proposta per un governo di unità nazionale che consenta al paese di uscire dalla crisi. La bozza di accordo è stata avanzata ieri all’incontro di Skhirat, in Marocco, e stabilisce i termini per una tregua e il disarmo dei gruppi armati.

L’Onu attraverso l’inviato speciale, Bernardino León ha proposto di formare un governo di unità che coinvolga entrambe le fazioni in guerra: da una parte, il governo eletto nel 2014, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale, che ha spostato la sua sede a Tobruk, vicino al confine con l’Egitto, e dall’altra, il governo islamista che si è installato a Tripoli, appoggiato dai Fratelli musulmani e dai miliziani di Alba libica.

León ha proposto che il governo di unità resti in carica un anno e abbia sede a Tripoli. Il consiglio dei ministri dovrebbe essere guidato da un premier e da due deputati. La camera eletta nelle votazioni del 2014 rimarrà l’unico organo legislativo, ma sarebbe affiancata da un organo di 120 membri che avrebbe potere consultivo. La condizione preliminare dettata dall’Onu prevede l’immediato cessate il fuoco e il disarmo dei gruppi armati.

Nel pomeriggio però la doccia fredda. Il parlamento della Libia riconosciuto dalla comunità internazionale ha respinto la proposta delle Nazioni Unite di formare un governo di unità che coinvolga l’esecutivo rivale con sede a Tripoli. “La maggioranza dei parlamentari ha votato per respingere la proposta”, ha detto a Reuters il deputato Tareq al Jouroushi, al telefono da Tobruk. 

Ed è sempre di oggi la notizia della Reuters che i militanti dello Stato islamico hanno preso il controllo di una centrale elettrica a ovest di Sirte. Lo hanno fatto sapere il gruppo jihadista e una fonte militare. “La centrale è stata presa”, ha dichiarato lo Stato islamico in un messaggio sui social media. “Ora la città di Sirte è stata liberata completamente”, ha proseguito. Le forze leali al governo autoproclamato di Tripoli hanno lasciato Sirte dopo che lo Stato islamico ha attaccato l’impianto. 

Inoltre Ignazio Scaravilli, il medico catanese di 68 anni rapito il 6 gennaio scorso in Libia, è stato liberato con la collaborazione delle autorità di Tripoli ed è in buone condizioni di salute. Lo hanno confermato fonti dell’unità di crisi della Farnesina. Il medico, un ortopedico specializzato, era partito prima di Natale del 2014 con altri colleghi siciliani per lavorare come volontario in un ospedale di Dar al Wafa, nella zona di Suq Talat. (Internazionale.it / Reuters)