Libia

Il processo negoziale sotto egida Onu in Libia sembra continuare a procedere a singhiozzo. Da Malta il premier del governo internazionalmente riconosciuto, quello di Tobruk, Abdullah al-Thani ha detto di sperare che un’intesa sia già raggiunta nel nuovo incontro in programma oggi a Skhirat in Marocco. 

Da Tripoli, però, il portavoce del “Parlamento ombra”, controllato dalle forze islamiste, Omar Humaidan, ha annunciato che l’Assemblea ha deciso di rinviare alla prossima settimana l’incontro per la necessità di maggiori consultazioni nella fazione. In sostanza, quindi, oggi non parteciperà.

Una doccia fredda che arriva dopo gli ammonimenti del Consiglio di Sicurezza che ieri aveva esortato i rappresentanti delle varie fazioni libiche, ad accettare un accordo per la creazione di un governo di unità nazionale, pena sanzioni “a chiunque ostacoli il piano di pace”.

L’ultima proposta è stata presentata 3 settimane fa. Frutto del lavoro infaticabile, ma finora infruttuoso, dell’inviato Onu, lo spagnolo Bernardino Leon, prevede al formazione di un governo di unità nazionale per la durata di un anno, con un premier “assistito” da due vice che avranno però non un ruolo puramente decorativo, ma operativo.

Per al-Thani la priorità del futuro esecutivo sarà combattere la minaccia di Isis, presente a Derna, Sirte e che minaccia Misurata. (Agi)

La Libia ha due governi e due parlamenti: Tripoli, in mano alla coalizione di gruppi islamisti riuniti intorno ad Alba Libica (Fajr Libya) e le autorità riconosciute a livello internazionale che attualmente hanno sede a Tobruk, nella zona orientale del paese.

Una nuova tornata di colloqui tra le fazioni in lotta è in corso nella città costiera marocchina di Skhirat dallo scorso 26 giugno