Forum Indonesia-Africa 2018
Dopo Cina, India, Vietnam e Corea del Sud, anche Jakarta punta ad intensificare la cooperazione economica e commerciale con il continente. Il primo passo è un forum di due giorni nell’“isola degli dei”.

Il 10 e 11 aprile a Nusa Dua, la lussuosa oasi di resort a cinque stelle nella zona meridionale dell’isola di Bali, si terrà il primo Forum Indonesia-Africa (IAF), che vedrà la partecipazione di 550 rappresentanti del settore pubblico e privato, tra i quali figurano funzionari governativi di alto livello ed esponenti del mondo imprenditoriale, provenienti da 53 paesi africani, che si incontreranno per sviluppare una cooperazione economica concreta tra i due blocchi.

Così, dopo la Cina, l’India, il Vietnam e la Corea del Sud, anche l’Indonesia si aggiunge alle nazioni asiatiche che hanno organizzato un evento ad ampio raggio allo scopo di intensificare i rapporti con il continente africano. Sebbene Jakarta sia un po’ in ritardo rispetto alle altre potenze economiche dell’Asia, il Forum gli offre la giusta opportunità per migliorare le relazioni commerciali con i paesi africani.

Peraltro, l’indice Global Competitiveness 2017-2018 del World Economic Forum ha mostrato molte somiglianze tra l’Indonesia e le principali economie subsahariane. Prima tra tutte lo scarso livello d’istruzione e la mancanza di un’adeguata preparazione tecnologica, due fattori che precludono la crescita economica alle due entità geografiche. Mentre alcuni esperti del settore hanno ravvisato i primi preoccupanti segnali di deindustrializzazione in entrambi i blocchi economici. Di conseguenza, diventa determinante il dialogo sulla condivisione delle buone pratiche e l’introduzione di nuove misure, intese a rafforzare la fiducia reciproca.

Come ha affermato alla vigilia del vertice la ministra degli Esteri indonesiana Retno Marsudi «la relazione Indonesia-Africa deve andare oltre lo spirito di Bandung, mentre il vertice Asia-Africa 2015 dovrebbe essere considerato il prologo delle moderne relazioni Indonesia-Africa e lo IAF il suo primo capitolo».

La Conferenza Asia-Africa (tenuta nell’aprile 2015 a Bandung, capoluogo della provincia indonesiana di West Java, per celebrare i sessanta anni dello storico vertice che accelerò il processo di decolonizzazione e gettò le basi del Movimento dei paesi non-allineati durante la Guerra fredda) ha segnato una nuova era di relazioni tra l’Indonesia e l’Africa.

L’evento, oltre a rianimare lo spirito anticolonialista di Bandung e la solidarietà tra ex colonie e paesi in via di sviluppo, ha ulteriormente rafforzato il partenariato strategico tra la nazione ospitante e i paesi dell’Africa, come dimostra il fatto che dopo il summit commemorativo, l’Indonesia ottenne lo status di osservatore presso l’Unione africana.

Poi, nel 2016, gli scambi commerciali tra l’Indonesia e le controparti africane sono cresciuti notevolmente, raggiungendo i 7,66 miliardi di dollari. Un risultato ragguardevole che dimostra le grandi possibilità di espandere ulteriormente le relazione economiche tra le due realtà. In molti casi gli scambi tra Jakarta e i partner africani sono cresciuti del doppio, mentre si sono quintuplicati con alcuni paesi e addirittura moltiplicati per 17 con il Rwanda.

Solo lo scorso anno, la ministra degli Esteri e il suo vice, Abdurrahman Mohammad Fachir, hanno visitato tre volte l’Africa, dimostrando il rinnovato interesse della prima potenza economica del sud-est asiatico nei confronti del continente. Mentre dopo il vertice del 2015, il presidente indonesiano Joko Widodo ha più volte ribadito che la regione africana rappresenta una priorità assoluta per il suo paese. 

L’Indonesia ha inoltre espresso il suo pieno sostegno verso l’iniziativa di partenariato con l’Africa e i relativi programmi di sviluppo, lanciati in occasione della conferenza G20 tenuta a Berlino il 12-13 giugno dello scorso anno. Oltre a promuovere e sostenere l’Agenda 2063, che ha l’obiettivo di trasformare il continente africano nel quarto polo politico ed economico mondiale.