Il cielo sopra i Grandi Laghi

Avrei voluto raccontarvi di come la popolazione della RD Congo orientale abbia accolto l’accordo di pace firmato nella capitale etiope Addis Abeba,  nei giorni scorsi, da ben undici Paesi. E di cosa stia accadendo da queste parti all’indomani di quello che da più parti è stato definito un importante passo diplomatico per assicurare, finalmente, la stabilità in questo angolo d’Africa martoriato da guerre senza fine.

Tutto questo sarà l’oggetto del mio prossimo post. Perché urgente, in questo momento, si muove in me il desiderio di condividere con i lettori di Nigrizia un evento tragico quanto rocambolesco del quale sono stato testimone indiretto.

Lunedì 4 marzo, intorno alle 17.30 locali, un aereo è precipitato nel cortile della casa della Ong per cui lavoro, a Goma, capoluogo del Nord Kivu,  e in cui mi trovavo fino a qualche giorno fa. Immaginate quello che hanno potuto provare i miei colleghi, che in quel momento si trovavano all’interno della struttura, quando hanno visto un aereo abbattere le mura di cinta della casa, irrompere nel cortile e fermare la sua corsa mortale sul prato del giardino.

A bordo del velivolo, un Fokker 50 della compagnia aerea congolese CAA (Compagnie Africaine d’Aviation), c’erano 10 persone, di cui sei membri dell’equipaggio e quattro passeggeri. Tutti i membri dell’equipaggio, tra cui il pilota russo, hanno perso la vita, così come uno dei passeggeri. In tre, grazie a Dio, si sono salvati e sono stati subito trasportati in ospedale.

Quell’aereo poteva infrangersi sulla casa/ufficio della mia Ong. Il solo pensiero mi fa rabbrividire, così come la tragica perdita della vita per le sette persone. I miei colleghi, che hanno accolto in casa i tre feriti sconvolti prima di chiamare i soccorsi, si sono poi ritrovati a vivere la scena dell’estrazione dei cadaveri dalla cabina del velivolo. Io avevo lasciato Goma qualche giorno prima per recarmi in Ruanda prima e poi in Burundi.

Sulle cause dell’incidente è stata aperta un’inchiesta. L’aereo, che proveniva  dalla città ricca di miniere di Lodja, era in fase di atterraggio ed è precipitato a sette chilometri dall’aeroporto di Goma, quando sulla città imperversava un forte temporale.

In Congo, purtroppo, gli incidenti aerei sono molto frequenti a causa  di velivoli molto vecchi e della mancanza di attrezzature moderne negli aeroporti. Tutte le circa cinquanta compagnie aeree congolesi figurano sulla lista nera dell’Unione Europea che le ha categoricamente bandite dal proprio spazio aereo.

Il governo di Kinshasa, intanto, ha annunciato l’avvio, a partire dalla fine di marzo,  di una nuova certificazione di tutte le compagnie aeree congolesi, dei velivoli e delle strumentazioni come misura necessaria per risanare il settore dell’aviazione civile del Paese. Kinshasa, infatti,  già da tempo ambisce apertamente ad essere depennata dalla lista nera dell’Unione Europea. Di strada, tuttavia, ne ha ancora da fare parecchia per convincere l’Europa a non essere più considerata parte di quella lista e i frequenti incidenti aerei nei suoi cieli sono tutt’altro che un buon argomento.

Nei giorni successivi all’incidente, il portone d’ingresso della casa della mia Ong era ancora bloccato dalla carcassa dell’aereo e le nostre auto non potevano né entrare né uscire.
La foto in questo post è stata scattata nel cortile il giorno del disastro aereo.  

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati