La crisi in Gambia
Rispondendo all’appello di Nigrizia, il viceministro degli Esteri Mario Giro, condanna il mancato riconoscimento dell’esito elettorale in Gambia e dichiara “inaccettabile” il permanere al potere del presidente uscente.

«Proprio in queste ore, l’Italia sta sostenendo un progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed una dichiarazione europea che ribadisce l’inaccettabilità di oggi tentativo del Presidente uscente Jammeh di permanere al potere».

Il governo italiano, per bocca (o, meglio, attraverso uno scritto) del viceministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Mario Giro, risponde all’appello lanciato dal Gruppo della Casa di Amadou e rilanciato da Nigrizia affinché Roma prenda una posizione netta e chiara su ciò che sta accadendo in queste ore in Gambia, il piccolo paese dell’Africa occidentale.

Il viceministro ricorda come sia stato «a più riprese ribadito l’invito a Jammeh a non complicare ulteriormente un avvicendamento al potere che si auspica possa ancora avvenire pacificamente, nell’interesse del popolo del Gambia e della pace e sicurezza in Africa occidentale».

L’Italia è in stretto collegamento con le organizzazioni africane, l’Onu e le strutture dell’Ue che si stanno interessando della vicenda, condividendone la posizione di condanna dell’azione del dittatore Jammeh: «Il mancato riconoscimento da parte del presidente uscente Jammeh degli esiti della consultazione elettorale è stato condannato in maniera forte e chiara».

 

Il testo del comunicato di Mario Giro

La Farnesina segue con la massima attenzione l’evoluzione delle situazione in Gambia, tramite la competente Ambasciata italiana a Dakar, in stretto collegamento con le strutture sul posto dell’Unione Europea, le Nazioni Unite e le competenti Organizzazioni africane.

In stretto coordinamento con i partner comunitari e nell’ambito del Consiglio di Sicurezza Onu dove quest’anno l’Italia siede come membro non permanente, il nostro paese si è associato alle forti preoccupazioni dell’Unione Africana, dei Paesi confinanti e dell’intera comunità internazionale circa il possibile mancato rispetto degli esiti delle elezioni presidenziali che hanno portato alla vittoria i Presidente eletto  Barrow. Il mancato riconoscimento da parte del Presidente uscente Jammeh degli esiti della consultazione elettorale è stato condannato in maniera forte e chiara.

Allo stesso tempo, è stato a più riprese ribadito l’invito a Jammeh a non complicare ulteriormente un avvicendamento al potere che si auspica possa ancora avvenire pacificamente, nell’interesse del popolo del Gambia e della pace e sicurezza in Africa occidentale.

L’Italia e l’Unione Europea sostengono con determinazione la mediazione dell’ECOWAS.

Proprio in queste ore, l’Italia sta sostenendo un progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed una dichiarazione europea che ribadisce l’inaccettabilità di oggi tentativo del Presidente uscente Jammeh di permanere al potere.

Mario Giro (Vice Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale)

Foto grande: maglietta indossata da un sostenitore del presidente Barrow (Luciana De Michele)
Foto sopra: Mario Giro, viceministro degli esteri e della cooperazione internazionale