Sahara Occidentale
C’è voluta la decisione del Fronte Polisario di ritirare le sue truppe dalla 'no man’s land' tra il Sahara Occidentale e il confine con la Mauritania, per sbloccare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza che entro la fine di aprile doveva rinnovare il mandato dei caschi blu della Minurso. Prevista inizialmente per il 27 febbraio, la risoluzione si era bloccata sulla presenza del Polisario.

L’intera vicenda risale allo scorso agosto quando il Marocco supera, nella zona di Guerguerat, il muro da lui stesso costruito, per asfaltare la pista che va in Mauritania e su cui transita tutto il traffico terreste tra i due paesi. L’impresa è protetta dalla gendarmeria di Rabat e questo fa scattare la reazione del Polisario che schiera la sua gendarmeria per bloccare l’avanzata dei lavori. Per la prima volta dal cessate il fuoco del 1991 i due schieramenti armati si fronteggiano a poco più di un centinaio di metri l’uno dall’altro. Il rischio di uno scontro è altissimo. Il Marocco si ritira solo a fine febbraio, mentre il Polisario decide di mantenere la sua presenza armata, per prevenire una nuova sortita del Marocco.

Il progetto di risoluzione proposto dagli Usa prevedeva l’ingiunzione al Polisario di ritirarsi immediatamente, senza peraltro accennare all’origine dell’intera vicenda. A questo punto scatta la diplomazia e il Polisario acconsente di ritirarsi. In cambio il nuovo testo della risoluzione, approvata all’unanimità nella tarda serata di venerdì 28 aprile, enfatizza la necessità di riprendere senza condizioni i colloqui di pace, sospesi dal marzo 2012.

Nella conferenza stampa tenuta ieri, Mohamed Khadad, rappresentante del Polisario presso la Minurso, esulta per quella che viene definita una “grande vittoria” poiché la ripresa dei negoziati è una delle richieste avanzate da tempo dai sahrawi. Nelle dichiarazioni della rappresentante Usa nel Consiglio di Sicurezza si accenna alla necessità di una nuova dinamica e di nuove funzioni dei caschi blu nel Sahara Occidentale.

Difficile prevedere gli sviluppi futuri, poiché la monarchia marocchina ha legato il suo destino alla sovranità sul Sahara Occidentale e per questo non intende metterla in discussione in nessun modo. Su questo punto finora sono falliti tutti i negoziati. Il nuovo rappresentante personale del Segretario generale, che Antonio Gutierres dovrebbe annunciare a giorni nell’ex presidente tedesco Horst Köhler, dovrà far prova di una grande abilità diplomatica, laddove i suoi due predecessori americani hanno fallito.

Nel frattempo la missione dei caschi blu nel Sahara Occidentale continua ad essere la sola missione di pace dell’Onu sprovvista del compito di proteggere la popolazione civile. Ne sanno qualcosa gli attivisti dei territori occupati impossibilitati a manifestare la loro opposizione all’occupazione militare, e soggetti ad una costante repressione. Il Marocco continua a impedire, nell’indifferenza generale, agli osservatori, e ai giornalisti, indipendenti di entrare nel Sahara Occidentale sotto il suo controllo.