Gruppi armati
Si stringe il cerchio attorno a Joseph Kony e al Lord’s Resistence Army, il gruppo ribelle che si è macchiato di crimini contro l’umanità. Ongwen dovrebbe essere giudicato dalla Corte penale internazionale, ma l’Uganda lo reclama.

Si è arreso all’inizio di gennaio, in un villaggio di confine della Repubblica Centrafricana, Dominic Ongwen, uno dei più importanti comandanti del Lord’s Resistence Army (Lra, nella foto) – il famigerato movimento nato nel nord dell’Uganda alla fine degli anni Ottanta e ancora operativo in un vasto territorio a cavallo tra Uganda, Sud Sudan, Sudan, Repubblica Centrafricana e Rd Congo.

Ongwen, su cui dal 2013 pendeva una taglia di 5 milioni di dollari, si è consegnato a militari Usa dispiegati dal 2011 nella zona per contribuire alla cattura dei capi e alla distruzione del gruppo. La sua identificazione ha richiesto diversi accertamenti ed è stata infine confermata dall’esercito ugandese che dovrebbe prenderlo in consegna nei prossimi giorni.

La notizia, diffusa dalla BBC e poi ripresa da autorevoli agenzie di stampa, è clamorosa perché la resa di Ongwen rappresenta una perdita importantissima per l’Lra. Secondo Amnesty International, ora solo due dei cinque maggiori comandanti rimangono alla macchia: Joseph Kony, capo e fondatore del gruppo ribelle, e Okot Odjambo.

Dominic Ongwen è stato uno dei più stretti collaboratori, qualcuno dice il vice, di Joseph Kony. Come Kony è ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi) per crimini contro l’umanità commessi ai danni della popolazione civile inerme. L’Lra, infatti, nato come movimento di opposizione al regime ugandese, ha usato come tecnica di combattimento e di destabilizzazione del territorio la distruzione di villaggi, l’assassinio a sangue freddo della popolazione inerme e il rapimento di migliaia di minori, usando le bambine come schiave sessuali e addestrando i bambini in modo che diventassero a loro volta feroci combattenti.

Dominc Ongwen ha detto di essere uno di questi bambini. Sarebbe stato rapito a 10 anni, mentre stava andando a scuola in un villaggio del nord dell’Uganda e avrebbe ricevuto da subito un addestramento volto a farne un comandante del gruppo. La Cpi ha spiccato il mandato di cattura nei suoi confronti già nel 2005.

Non è ancora chiaro chi processerà Ongwen. Il presidente ugandese Museveni, che pur ha chiesto alla Cpi di indagare sui crimini dell’Lra, è ora molto critico nei confronti della Cpi e circolano già voci che preferirebbe processarlo in Uganda.

L’indebolimento dell’Lra è di grande importanza come contributo alla stabilizzazione di una vasta area tormentata anche da altri innumerevoli conflitti, in cui il gruppo viene cinicamente utilizzato da diversi attori per raggiungere i propri scopi. Particolarmente rilevante è stato il ruolo dell’Lra durante la guerra civile sudanese, quando il governo di Khartoum l’ha sostenuto nella sua opera di destabilizzazione del governo ugandese, che era il maggior sostenitore dell’Spla, il movimento di opposizione armata sudanese, ottenendone in cambio che ripulisse dalla popolazione il territorio a sud di Juba, rendendone così difficile il controllo da parte dell’Spla.

Secondo un dettagliato rapporto, reso noto alla fine dello scorso anno da una rete della società civile americana, il “Resolve LRA Crisis Initiative”, il gruppo, ormai ridotto a poco più di 200 uomini, godrebbe ancora del sostegno di Khartoum, che gli permetterebbe di avere la sua base principale nella zona di Kafia Kingi, un triangolo di terra ai confini con la Repubblica Centrafricana, controllata dal Sudan ma contesa dal Sud Sudan, la cui appartenenza non è ancora stata internazionalmente definita.