Novità sul fronte Palazzolo-Finmeccanica
Un altro teste del gruppo Finmeccanica avrebbe confermato ai magistrati palermitani la presenza del mafioso Vito Palazzolo in Angola in occasione di un incontro tra una delegazione politico-economica italiana, guidata da Adolfo Urso, e le autorità angolane. L’ex latitante in Sudafrica, oggi in stato di fermo a Bangkok, avrebbe fatto sapere di voler chiarire molti irrisolti misteri italiani.

Si stanno allargando le iniziali piccole crepe sui presunti rapporti tra il mafioso Vito Roberto Palazzolo e alcune aziende della galassia Finmeccanica, in particolare Agusta.

Come riporta stamani il giornale online Lettera 43 la procura di Palermo avrebbe ascoltato un nuovo testimone che avrebbe confermato come Vituzzo l’Africano – condannato in via definitiva, nel 2009, a 9 anni per associazione mafiosa; per 26 anni latitante in Sudafrica e oggi agli arresti a Bangkok – sarebbe stato tra i partecipanti al forum Italia-Angola organizzato dall’Ice il 7-8 settembre 2009 all’hotel Tropico in Rua da Missao, a Luanda. Palazzolo sarebbe stato portato nella capitale angolana da un dirigente del gruppo Finmeccanica, arrivando direttamente dal Sudafrica.

Il testimone sentito dai magistrati siciliani, manager di un’azienda controllata dall’Alenia e dal gruppo russo Sukhoi Company, avrebbe raccontato come in quei giorni angolani, dove la missione italiana era guidata dal viceministro Adolfo Urso, un collega del gruppo gli presentò un signore che dichiarò di chiamarsi Robert von Palace Kolbatschenko, identità che Palazzolo aveva acquisito in Sudafrica. Glielo dipinsero come un importante businessman cui fare affidamento per eventuali affari da concludere nell’Africa Subsahariana.

All’epoca, ha confidato il manager ai magistrati e alla giornalista di Lettera 43, «non sapevo neanche che esistesse Vito Palazzolo né sapevo chi fosse questo Robert von Palace. Presi il bigliettino da visita e me ne andai. Ho scoperto solo qualche mese dopo, dalle notizie apparse sulla stampa, di chi si trattasse».

A conoscere bene l’ex cassiere della mafia, secondo il testimone – ma anche secondo Francescomaria Tuccillo, responsabile Finmeccanica per l’Africa fino al 2011 e unico dirigente del gruppo, ad oggi, a confidare ai pm questi singolari legami tra il mafioso e il gruppo di via Montegrappa – sarebbe il responsabile di Agustawestland in Sudafrica, Patrick Chabrat.

Nigrizia si occupò per prima della vicenda con un articolo che destò imbarazzi e tensioni.

Ora tutti gli interrogativi del caso potrebbero essere sciolti. Palazzolo, infatti, in stato di fermo nella capitale thailandese da fine marzo, aveva chiesto di incontrare il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia e il sostituto Gaetano Paci. I quali ai primi di giugno lo hanno accontentato volando a Bangkok per incontrarlo e per spiegare alle autorità thailandesi le ragioni della necessità di estradare il finanziere dei boss.
Vituzzo non intende pentirsi. L’ha ribadito ai pm. Avrebbe confidato, tuttavia, che sarebbe disposto a chiarire la sua posizione e quella di altri.

Un’apertura che si lega alle dichiarazioni del suo legale, l’avvocato Baldassare Lauria, secondo cui «Vito Roberto Palazzolo potrebbe chiarire molti irrisolti misteri italiani». Palazzolo non è disponibile a farsi estradare. Ma se dovesse tornare, sarebbe solo per affrontare un nuovo processo.

L’udienza per l’estradizione è fissata il 7 luglio. Ma i tempi della decisione potrebbero essere lunghi. (Giba)