Europa e Rd Congo
La repressione della manifestazione del 31 dicembre in Rd Congo è stata stigmatizzata in un comunicato di Federica Mogherini, responsabile della diplomazia Ue. Ma Francia e Spagna hanno fatto restistenza…

Il capo della diplomazia dell’Ue, Federica Mogherini, ha denunciato oggi il ricorso alla violenza, l’attacco alla libertà di espressione e il blocco dei media da parte delle forze dell’ordine nel corso della manifestazione, organizzata dal Comitato dei cittadini cattolici, che si è svolta nell’Rd Congo il 31 dicembre. Il bilancio è di undici morti a Kinshasa e di uno a Kananga. La marcia aveva lo scopo di ricordare al presidente Kabila che avrebbe dovuto già da tempo dimettersi, conformemente alla Costituzione che non prevede tre mandati presidenziali consecutivi.

Ma la stesura del comunicato dell’Ue è stata un’operazione piuttosto complicata, secondo fonti diplomatiche di Bruxelles. E l’Ue non ha brandito la minaccia di nuove sanzioni contro il governo congolese. Infatti Parigi e Madrid, nel corso di una riunione che si è tenuta il 2 gennaio, hanno bloccato una dichiarazione Ue dai toni più duri.

La posizione di Francia e Spagna è lontana da quella del segretario generale Onu, Antonio Guterres, che ha sollecitato Kinshasa a «rispettare i diritti del popolo congolese alla libertà di espressione e alla pacifica manifestazione», e da quella del Belgio che ha deplorato «la brutale repressione» e precisato che «la responsabilità è di chi non ha rispettato l’accordo di San Silvestro 2017, secondo il quale le elezioni si sarebbero dovute svolgere entro il 2017».

Con gli interessi

Già prima della manifestazione del 31 dicembre, Parigi e Madrid si erano opposte a una dichiarazione Ue che metteva in guardia Kinshasa riguardo la libertà di espressione. Dopo l’elezione di Macron alla presidenza, si assiste a un riavvicinamento tra Parigi e Kinshasa. Lo testimonia l’invio, lo scorso giugno, a Lubumbashi presso Kabila, di Franck Paris, consigliere dell’Eliseo per l’Africa, e di Rémi Maréchaux, didettore del dipartimento Africa a Quai d’Orsay.

Sono gli interessi economici ad avvicinare i due paesi. Il più importante interesse e quello della compagnia petrolifera Total, che lo scorso gennaio ha rinnovato la licenza di esplorazione del bocco III del Graben Albertine alla frontiera con l’Uganda, che invade il parco dei Virunga. Poi la società franco-britannica Perenco, la sola che produce petrolio nel paese, ha firmato lo scorso 25 ottobre un accordo per lo sfruttamento e l’esplorazione ventennale degli idrocarburi offshore. Infine, oltre all’operatore telefonico Orange e alle fabbriche di birra Castel, gli interessi francesi sono presenti attraverso le attività di Bolloré che punta la concessione del corridoio ferroviario e stradale Matadi-Kinshasa.

Per quanto riguarda Madrid, l’Rd Congo suscita interesse in quanto l’impresa Actividades de Construcciones y Servicios è alla testa di un consorzio per la costruzione della grande diga di Inga.

Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza dal 1º novembre 2014.