E’ destinata a far discutere la proposta, lanciata mercoledì dalla Commissione europea, d’istituire un Fondo Europeo per la Pace (European Peace Facility – EPF) per rendere più efficaci le missioni di formazione militare in tre paesi africani e per consentire di contribuire agli sforzi di mantenimento della pace in altre parti del mondo.

Il fondo viene tenuto separato dal bilancio dell’UE per aggirare le regole imposte dal blocco contro il finanziamento di progetti militari. Si tratterebbe di una spesa pari a 12,4 miliardi di dollari, impiegati per l’acquisto di attrezzature militari, comprese armi, per i paesi partner dell’Europa in zone di crisi.

Ma l’UE che paga per l’acquisto di armi destinate a paesi in conflitto, con disordini politici e violazioni dei diritti umani, è una questione delicata per alcuni stati membri e la proposta potrebbe trovare resistenze.

Il capo diplomatico dell’Unione europea, Federica Mogherini, ha dichiarato che l’EPF – che necessita dell’approvazione di tutti i paesi membri – renderebbe più semplice contribuire alla stabilizzazione di paesi come Mali, Somalia e Repubblica Centrafricana. “Sia gli europei che i nostri partner nel mondo si aspettano che l’UE diventi sempre più un fornitore di sicurezza nella nostra regione e oltre” ha detto.

La Commissione spera di ottenere l’approvazione del fondo nella prima metà del prossimo anno, in modo che possa iniziare ad essere operativo dal 1 gennaio 2021. Se approvato l’EPF prevede che siano i singoli stati membri a decidere quali operazioni intraprendere e cosa spendere, attraverso il Consiglio dell’UE.

Tutte le azioni – compresa la possibile fornitura di armi – dovranno rispettare “gli obblighi previsti dal diritto internazionale, in particolare i diritti umani e il diritto internazionale umanitario” e saranno messi in atto meccanismi di supervisione. (News 24)