Speciale primo piano sull’acqua
L’acqua sta finendo: lo afferma l’ultimo rapporto dell’Onu sulle risorse idriche, pubblicato in occasione del V Forum sull’acqua. In meno di 20 anni, quasi 2 miliardi di persone resteranno a secco. L’Africa il continente più colpito. Intanto a Istanbul si discute di risorse idriche, per privatizzarle. E la società civile organizza un contro forum. Per ribadire che l’acqua è un bene comune. Dal Focus di Afriradio, l’intervista a Caterina Amicucci, della CRBM.

Chi colmerà “il divario dell’acqua”?

Il terzo rapporto sullo sviluppo delle risorse idriche dell’Onu “Water in a changing world” (L’acqua in un mondo che cambia), diffuso il 16 marzo a Istanbul in occasione del Forum mondiale sull’acqua, dipinge una prospettiva disastrosa sulle risorse idriche del pianeta.

Un terzo della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua potabile e a servizi igienico-sanitari adeguati. La crescita demografica, in aumento in tutti i continenti, rischia inoltre di essere la causa della probabile ed imminente crisi del settore idrico. Entro il 2025, si stima che circa 1 miliardo e 800 milioni di esseri umani vivranno in paesi o regioni dove mancherà l’acqua. In Africa fra i 75 e 250 milioni di persone non avranno accesso a questo bene vitale.

lavori dei delegati che partecipano al V Forum mondiale sull’acqua in programma nella capitale turca fino al 22 marzo (Giornata mondiale dell’acqua) dovranno partire da qui, il tema di questa edizione è infatti ”Colmare il divario per l’acqua”. Il Forum, organizzato dal Consiglio mondiale dell’acqua e dalla Banca mondiale, ha cadenza triennale ed è il più grande evento ufficiale sul tema. Riunisce i ministri dell’ambiente di 180 Paesi, oltre a parlamentari, autorità locali e funzionari governativi, più di 3.000 organizzazioni e circa 20.000 professionisti del settore per, si afferma, trovare soluzioni sostenibili alle sfide idriche mondiali.

Ma nonostante queste belle dichiarazioni, difficilmente ad Istanbul si troveranno soluzioni sostenibili per un’equa distribuzione dell’acqua: a muovere le decisioni dei politici che partecipano al Forum sono più gli interessi economici che quelli delle comunità che rischiano di restare a secco. Anche perché i rappresentanti della società civile non sono stati invitati.

Il controforum: perchè l’acqua è di tutti

Dal 20 al 22 marzo, sempre a Istanbul, i movimenti per l’acqua hanno organizzato un Forum alternativo promosso dai numerosi movimenti mondiali che non riconoscono la legittimità del Consiglio mondiale dell’acqua, accusato di essere un’agenzia privata succube della Banca mondiale, delle multinazionali dell’ acqua e sottomessa alle politiche dei governi delle economie più potenti. Attivisti, rappresentanti di enti locali, studiosi, ong internazionali, discuteranno di proposte sostenibili per una distribuzione equa dell’acqua. L’obiettivo finale del Forum alternativo è di proporre un’ulteriore giornata internazionale per concordare le strategie con i governi e gli enti locali che partecipano al Forum ufficiale, favorevoli al riconoscimento del diritto all’acqua.

Dighe contro lo sviluppo

Tra i temi che verranno discussi al contro-forum quello del devastante impatto ambientale e sociale delle dighe in molti paesi in via di sviluppo. Recentemente infatti la Banca mondiale ha ripreso a finanziare questi progetti, con l’intenzione dichiarata di promuovere la produzione di energia “pulita” in tutti quei paesi che hanno tanto bisogno di energia quanto di infrastrutture per produrla.

Le imprese delle potenze occidentali si sono subito proposte per realizzare questi grandi progetti, che consente loro di ottenere molteplici vantaggi: in base al protocollo di Kyoto, finanziare la costruzione di dighe, e quindi di energia pulita e rinnovabile, permette di non diminuire le emissioni di gas e di CO2; inoltre, spesso buona parte dell’energia prodotta è diretta ai paesi finanziatori delle dighe. Il trasporto comporta una dispersione fino al 30%, e implica un’enorme produzione. Ecco che a piccoli progetti di dighe che potrebbero fornire tranquillamente le comunità locali con un impatto ambientale contenuto, si preferiscono costruzioni imponenti, che devastano l’ambiente, destabilizzando flora, fauna ed economie locali, imponendo spesso il trasferimento di interi villaggi.

In occasione della giornata mondiale contro le dighe, che si celebra il 14 marzo, la Campagna per la riforma della Banca mondiale ha presentato una pubblicazione su 4 progetti di questo tipo in Africa (Dighe contro lo sviluppo): la diga di Bujagali in Uganda, di Inga in Rd Congo, il Lesotho Highlands Water Project, il Gilbel Gibe in Etiopia.

Di questo ci parla Caterina Amicucci, della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (intervista tratta dal Focus di Michela Trevisan).

Il Tribunale dell’Acqua

Nel programma del Forum alternativo si inseriscono anche le indagini del Tribunale dell’Acqua che si è riunito sempre ad Istanbul dal 10 al 14 marzo. La corte, supportata dalla fondazione Heinrich Böll Stiftung e dall’organizzazione Tribunale dell’acqua dell’America latina, ha esaminato quattro casi di conflitti correlati all’acqua.

Sul banco della giuria sono finiti i progetti delle dighe che verranno costruite a Yusufeli, Hasankeyf e Munzur sul Trigri e l’Eufrate in Turchia. A creare particolare preoccupazione è la costruzione del bacino idrico a Hasankeyf che, oltre a sommergere completamente la cittadina, comporterà la scomparsa di 250 siti archeologici di grande rilevanza storica. L’opposizione turca e gli attivisti che si battono contro il progetto hanno organizzato manifestazioni in occasione del Forum ufficiale. Il 16 marzo, giornata di apertura dei lavori, la polizia ha disperso i manifestanti con violenza, caricando la folla e arrestando 17 attivisti. Il 18 marzo due attiviste turche che avevano esposto uno striscione contro la costruzione delle dighe sono state espulse dal paese.

Il Tribunale ha discusso inoltre, il piano di costruzione di una diga sul fiume Medeira in Brasile. Le sentenze e i documenti del Tribunale non sono vincolanti, ma vogliono essere uno strumento di supporto al Forum per il dibattito sullo sfruttamento delle risorse idriche.

Condividere l’acqua: i progetti italiani

“Condividere l’acqua, condividere le opportunità” è il tema del 2009 per la Giornata Mondiale dell’Acqua. Proclamata nel 1993 dall’Assemblea delle Nazioni Unite, come ogni anno si terrà il 22 marzo per incentivare la sostenibilità nella gestione delle risorse idriche.

La condivisione dell’acqua e’ anche il tema su cui si svilupperanno una serie di iniziative organizzate dal Consorzio bim della Valle d’Aosta. Il programma, in occasione della Giornata mondiale, prevede la proiezione di alcuni cortometraggi, una giornata di formazione con i tecnici del Comune di Aosta e un convegno.

La Regione Toscana, invece, parteciperà al Forum mondiale sull’acqua con il suo progetto “I luoghi dell’acqua per un museo diffuso” una sorta di censimento di tutte le fonti idriche presenti nel territorio dai tempi dei romani ai giorni nostri. Sono molte inoltre le campagne in corso in Italia per il consumo critico delle risorse idriche. Il forum italiano per i movimenti dell’acqua raccoglie tutte le iniziative a tema suddividendole per ogni regione.

Tra le più conosciute c’è Imbrocchiamola, lanciata dal sito Altreconomia, in collaborazione con Legambiente. La campagna promuove l’uso dell’acqua di rubinetto sia nei locali pubblici che in casa per evitare, smettendo di consumare l’acqua in bottiglia, inutili sprechi di energia e risorse, la produzione di rifiuti plastici e l’emissione di CO2 causata dai trasporti.

Se pensate che l’acqua debba essere considerata un diritto universale e non una merce valutata per il potere economico non vi resta che diventare Portatori d’acqua, il movimento mondiale fondato da Danielle Mitterrand che, partendo dalle iniziative locali vuole sensibilizzare ad una nuova etica sull’uso delle risorse idriche.

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