Madagascar / Report Amnesty / Detenzioni

Un nuovo rapporto di Amnesty International “Punished for being poor”, pubblicato ieri, denuncia la morte di 52 persone nel 2017 nelle carceri malgasce durante il periodo di detenzione pre-processuale.

L’ong riporta condizioni di detenzione preventiva disumane, con periodi di reclusione lunghissimi e ingiustificati, soprattutto per chi è accusato di crimini minori come i piccoli furti. I lunghi periodi di prigionia e il crudele trattamento riservato ai detenuti – ai quali vengono negati cibo, cure mediche e servizi igienico-sanitari dignitosi -, minacciano quindi la loro salute e la loro vita, e contribuiscono a creare nei luoghi di prigionia un sovraffollamento ingestibile, legittimato dalle autorità malgasce.

I dati del rapporto sono stati raccolti durante le visite in nove prigioni del paese, nelle quali più di 11.000 persone erano state poste in detenzione pre-processuale in modo del tutto arbitrario, donne e bambini compresi.

Le donne e i minori sono i soggetti maggiormente colpiti perché, essendo anche più poveri, difficilmente possono permettersi di pagare un rappresentante legale. Deprose Muchena, direttore regionale di Amnesty International per l’Africa australe, parla della presenza di bambini che condividono le celle con adulti e con i criminali condannati, di minori che non hanno accesso ad alcuna attività educativa o professionale e di donne incinte a cui vengono respinte cure e controlli, violando così il diritto nazionale e internazionale.

Nel rapporto ci sono anche testimonianze dirette dei detenuti, alcuni accusati di aver rubato capi di bestiame oppure oggetti di scarso valore, e che lamentano una eccessiva permanenza nelle carceri, anche di tre anni, senza la possibilità di sostenere un processo. Alcuni uomini dichiarano che nelle celle non c’è spazio per dormire, che spesso l’aria è irrespirabile e le malattie sono molto frequenti, e che c’è una continua lotta tra prigionieri per cercare di procacciarsi il cibo.

Il presidente ad interim del Madagascar Rivo Rakotovao ha definito il report «triste» e «inaccettabile», ma ha anche riconosciuto che il paese non investe nel miglioramento delle condizioni nelle carceri e che c’è un effettivo e preoccupante sovraffollamento. (News 24)