Madagascar

Ieri sera il parlamento di Antananarivo ha votato in favore della destituzione del capo di stato malgascio Hery Rajaonarimampianina a meno di un anno e mezzo dalla sua elezione, accusandolo di non aver rispettato la costituzione e di “incompetenza”.

In una sessione confusa del parlamento si sono espressi contro Rajaonarimampianina 121 deputati sui 125 presenti a fronte di 151 parlamentari eletti. La destituzione è stata votata con l’accusa di “alto tradimento”, legata in particolare alla violazione delle norme di funzionamento dell’Assemblea nazionale e alla mancata nomina di una commissione elettorale. 

Verso la fine della sessione, alcuni membri sono addirittura quasi venuti alle mani, costringendo i militari della sicurezza ad intervenire per evitare la rissa.

La palla ora passa nelle mani della Corte Costituzionale malgascia che e ai nove giudici che la compongono i quali dovranno decidere se convalidare o meno la dsfiducia entro i prossimi giorni.

Hery Rajaonarimampianina ha ancora una carta da giocare. La Corte è, infatti, considerata vicina al governo e il capo dello stato ha nominato tre dei suoi membri, di cui uno presiede l’istituzione.

Sul piano politico Rajaonarimampianina avrebbe pagato lo sgretolarsi di un vero partito di riferimento e un’inedita alleanza tra due ex presidenti, il suo ex mentore Andry Rajoelina e Marc Ravalomanana, rientrato in Magadascar pochi mesi fa dopo un esilio forzato in Sudafrica.

L’attuale capo di Stato era stato eletto 18 mesi fa, in elezioni ritenute un’opportunità per far uscire il paese da una crisi politica ultradecennale. (Rfi)