Madagascar / Elezioni 2018

Ora è ufficiale. Dopo una lunga fase di conteggio, saranno i due ex-presidenti Andry Rajoelina e Marc Ravalomanana a partecipare al secondo turno delle elezioni presidenziali malgasce, previsto per il prossimo 19 dicembre.

Sabato la Commissione elettorale ha divulgato i risultati ufficiali del primo turno che si è svolto il 7 novembre, dopo una campagna elettorale estremamente costosa. Andry Rajoelina ha ottenuto il 39,19% dei voti, mentre Marc Ravalomanana è arrivato a 35,29%. Il presidente uscente Hery Rajaonarimampianina è fuori dalla partita, avendo ottenuto solo l’8,84% delle preferenze.

Secondo quanto emerge dai dati, nel centro della grande isola è stato votato per lo più Ravalomanana mentre nelle provincie costiere, meno popolose, ma più numerose, ha avuto la meglio Rajoelina. Rajaonarimampianina ha invece vinto solo nella regione di Sava, nel nord-est dell’isola, con il 40% dei consensi.

Una ripartizione che ricorda quella dei risultati del 2013 tra i candidati Rajaonarimampianina e Jean-Louis Robinson, sostenuti rispettivamente proprio da Rajoelina e Ravalomanana, ai quali all’epoca era stato chiesto di non partecipare alla corsa, su pressione della comunità internazionale, per evitare il ripetersi delle violenze politiche che travolsero l’isola nel 2009, quando Ravalomanana fu costretto dalla pressione dell’esercito a lasciare il potere a vantaggio di Rajoelina, al tempo il sindaco della capitale Antananarivo.

Evidente il calo della partecipazione al voto rispetto all’elezione precedente. Secondo i risultati, è andato a votare solo 54,32% degli aventi diritto, nonostante il loro numero sia aumentato rispetto a 5 anni fa, il che dimostra un forte disinteresse nei confronti della politica. Gli ottimisti sperano che il prossimo presidente sarà finalmente in grado di strappare il paese dalla sua lunga storia di crisi, ma la maggior parte dell’opinione pubblica è sfiduciata perché la scelta sarà comunque tra due ex presidenti.

La pubblicazione dei risultati della Ceni è avvenuta in un clima di forte contestazione da parte di numerosi candidati sullo svolgimento dello scrutinio, nel quale sarebbero state segnalate diverse irregolarità e anomalie. Anche i tre concorrenti arrivati in testa hanno messo in dubbio l’affidabilità e la trasparenza dei risultati parziali, mentre venivano pubblicati. Sabato mattina un collettivo di una ventina dei 36 candidati in lizza per la presidenza, compreso Rajaonarimampianina, ha presentato richiesta di annullamento del voto alla Corte costituzionale per “vizi di procedura e frode”. (Jeuneafrique / Radio France Internationale)