25 aprile / Giornata internazionale di lotta alla malaria

Sono 435mila i morti per malaria nel 2017, lo stesso numero dell’anno precedente. L’ultimo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità infatti parla chiaro: non sono stati fatti significativi passi avanti per ridurre i casi di malaria nel periodo 2015-2017. Dal 2000 il tasso di mortalità per malaria a livello mondiale è sceso del 60%. Nel 2017 ci sono stati 219 milioni di casi e 435 mila decessi, di cui oltre il 90% nel continente africano. Sono i bambini i più vulnerabili e al di sotto dei 5 anni rappresentano il 61% di tutti i decessi per questa malattia.

Il 25 aprile 2019 sarà la giornata internazionale di lotta alla malaria. Il Fondo Globale fornisce quasi il 60% di tutti i finanziamenti internazionali per la malaria e ha investito oltre 10,5 miliardi di dollari in programmi di controllo della malattia in più di 100 paesi nel periodo 2002-2017. L’Italia è tra i maggiori contribuenti del Fondo e nel mese di ottobre 2019 dovrà rinnovare il proprio impegno finanziario verso il Fondo per il triennio 2020-2022. L’invito è che non si possono ridurre gli investimenti. “Zero Malaria inizia con me” è lo slogan lanciato dall’Oms che chiama infatti a un’azione urgente.

È poi di ieri la notizia che è partita in Malawi una campagna su vasta scala per testare un vaccino sperimentale di ultima generazione contro la malaria destinato a proteggere i bambini sotto i due anni di vita, i soggetti più a rischio. È la prima volta che il “Rts,s” o “Mosquirix”, questo il nome del vaccino più avanzato nella lotta alla malaria, viene inoculato su un numero così importante di piccoli, dopo una prima fase dagli esiti promettenti su scala ridotta.

La sua azione principale è di allenare il sistema immunitario affinché sia in grado di attaccare il parassita della malaria, trasmesso da punture di zanzare. I primi esperimenti hanno dimostrato che nei bambini in cui il vaccino è stato inoculato – tra 5 e 17 mesi di età – il numero di episodi è diminuito del 39%, fino a 5 anni di vita.

L’esito del programma è cruciale in un contesto di nuova impennata nel numero di casi di malaria registrati in Africa, dopo un decennio di remissione della malattia infettiva letale.