Il parlamento del Malawi ha annunciato nuove indagini sulla morte dell’ex vicepresidente Saulos Chilima, rimasto ucciso in un incidente aereo insieme ad altre otto persone il 10 giugno 2024, mentre era in carica.
Le investigazioni volute dai deputati prevederanno anche la riesumazione delle vittime, i cui corpi non sono mai stati sottoposti ad autopsia.
L’aereo su cui viaggiava Chilima apparteneva alle forze armate e stava volando dalla capitale Lilongwe al distretto settentrionale di Mzimba. Il vicepresidente e gli altri passeggeri si stavano recando ad assistere ai funerali dell’ex ministro della giustizia, Ralph Kasambara.
Insieme a Chilima ha perso la vita anche Patricia Shanil Dzimbiri, già first lady del paese tra il 1999 e il 2004, quando il marito Bakili Muluzi era presidente.
Secondo le indagini effettuate fino a oggi, l’incidente è stato causato da una combinazione di errori umani e condizioni meteorologiche. Le conclusioni a cui sono giunte le precedenti inchieste non sono però mai state ritenute abbastanza esaustive da larghe fette della società civile del paese.
Uno shock
Chilima ricopriva il ruolo di vicepresidente nell’ambito di una coalizione che si reggeva su equilibri delicati. Pur avendo attraversato un caso di corruzione che lo aveva anche costretto al carcere per alcuni mesi nel 2022, l’ex vice capo dello stato era anche molto popolare, soprattutto tra i giovani, che rappresentano la stragrande maggioranza degli abitanti del Malawi.
La sua morte ha quindi rappresentato uno shock emotivo collettivo nonché un duro colpo per il governo dell’allora presidente Lazarus Chakwera.
Secondo diversi osservatori, la frammentazione scatenata dalla morte di Chilima avrebbe anche contribuito alla sconfitta di Chakwera alle elezioni dell’anno scorso, vinte da Peter Mutharika, già alla guida del paese tra il 2014 e il 2020.
Le tensioni politiche all’interno della maggioranza della scorsa amministrazione hanno anche facilitato l’emersione di alcune teorie cospirative rispetto alla morte del vicepresidente.
L’annuncio di nuove indagini fa poi ben sperare per lo stato di salute della democrazia malawiana, incensata dai media internazionali solo alcuni anni fa e adesso ritenuta in crisi.
In tanti, dalle organizzazioni non governative alla Chiesa fino a diversi partiti di tutti gli schieramenti, avevano infatti richiesto l’apertura di una nuova inchiesta sull’incidente di giugno 2024.
Il cammino verso la commissione
Non a caso, “ristabilire la fiducia pubblica” è stata una delle ragioni che ha spinto il presidente Mutharika a chiedere al Parlamento di istituire una nuova commissione d’inchiesta sulla morte di Chilima, lo scorso marzo.
L’altra motivazione principale per avviare nuove investigazioni sono state le carenze mostrate dalle indagini precedenti. A esaminare la vicenda è stata una prima commissione d’inchiesta del parlamento e poi l’agenzia federale tedesca responsabile delle inchieste sugli incidenti aerei, la BFU.
Dalle ricerche di entrambi gli enti sono emersi particolari preoccupanti, oltre a una serie di procedure di volo non adatte alle condizioni metereologiche che c’erano al momento dell’incidente.
Innanzitutto, il trasmettitore di locazione d’emergenza dell’aereo su cui viaggiava Chilima era inutilizzabile da circa 20 anni. Il velivolo non era dotato né di un registratore vocale di cabina né di un registratore dei dati di volo.
Entrambe le inchieste hanno infine escluso il possibile dolo di qualcuno intenzionato a provocare l’incidente.
I dettagli del nuovo ente
La nuova commissione convocata dal parlamento è stata annunciata dal suo presidente, il deputato indipendente Walter Nyamilandu Manda (che è anche presidente della federazione calcistica del Malawi e un dirigente della Confederazione continentale, la CAF).
Secondo quanto reso noto con un comunicato, la commissione partirà col suo lavoro di indagine entro la metà di maggio. I deputati seguiranno tre assi principali: “un audit su salute, sicurezza, protezione e ambiente (procedura industriale nota con l’acronimo HSSE, ndr) delle operazioni e dei sistemi; un audit forense volto ad accertare i fatti e scoprire nuove informazioni; un’autopsia per condurre esami post-mortem e analisi correlate per stabilire i fatti medici e patologici che potrebbero aiutare a comprendere la causa e l’effetto dei decessi”.
Queste ricerche verranno condotte parallelamente a delle visite sul luogo dell’incidente e alle audizioni di almeno 150 testimoni, mentre chiunque sia in possesso di informazioni non rivelate finora è stato invitato a comunicarle.
La presentazione del rapporto finale è prevista dopo 90 giorni dall’inizio della fase di raccolta delle prove.
Da precedenti comunicazioni del Parlamento si sa inoltre che la commissione sarà composta da 13 membri di quattro partiti, tra i quali tre indipendenti, tre appartenenti alla formazione del presidente, il Democratic Progressive Party (DPP), alle opposizioni all’epoca dei fatti, e uno del partito di Chilima, lo United Transformation Movement (UTM).
I commenti
L’avvocato della famiglia Chilima, Joshua Varela, ha espresso soddisfazione per l’annuncio di questo organismo e si augurato che alla fine dei suoi lavori “la situazione possa essere più soddisfacente di come è adesso”.
Anche l’attuale leader dello UTM, Dalitso Kabambe, ha detto di aspettarsi che i deputati riescano a stabilire cosa è veramente successo e quali sono le responsabilità.
Appelli per la creazione di una commissione erano giunti in passato da altri partiti politici, da organizzazioni civiche e anche da figure di spicco della Chiesa cattolica come l’arcivescovo di Blantyre, Thomas Luke Msusa.
Il presule aveva lanciato un polemico appello per il ristabilimento della verità nel corso della Messa di Natale del 2024, facendo sensazione in tutto il paese.
“Segnale di democrazia”
Secondo il giornalista investigativo Collins Mtika, ascoltato da Nigrizia, la decisione del Parlamento segnala anche che “lo spazio civico del paese si sta rendendo più democratico, aperto e trasparente”. “Diverse realtà della società civile – continua – hanno imparato anche a usare i social media e a dare risalto alle loro istanze”.
Mtika, direttore del Center for Investigative Journalism Malawi (CIJM), si augura poi che “la commissione possa essere condotta in modo politicamente indipendente, così da poter far emergere la verità e mettere fine alle diverse teorie cospirative che sono emerse negli ultimi tempi”.
Un riferimento questo, soprattutto alle numerose speculazioni sul ruolo di Chakwera, ritenuto da molti responsabile della morte del suo vice anche in assenza di qualsiasi prova che lo dimostri.