Mali

Almeno 23 persone sono state uccise e 300 disperse domenica in un attacco ad un villaggio di pastori Fulani nel Mali centrale, dove la violenza inter-etnica è aumentata negli ultimi mesi.

Altre due comunità Fulani sono state prese di mira in serata. «Domenica e durante la notte, nei villaggi di Bidi, Sankoro e Saran, uomini armati hanno attaccato civili uccidendone 23», ha detto all’agenzia di stampa AFL Cheick Harouna Sankare, sindaco della vicina città di Ouenkoro. «La situazione è seria – ha aggiunto – l’esercito deve agire per rassicurare la popolazione».

Assalti armati pastori Fulani ed agricoltori Dogon sono sempre avvenuti per contese su terre e risorse, ma la rivalità è stata alimentata quest’anno dalla crescente presenza di gruppi jihadisti, ai quali viene attribuito un legame con i Fulani, tradizionalmente musulmani, e dalla sponsorizzazione governativa di milizie di autodifesa Dogon. Milizie che il governo del presidente Ibrahim Boubacar Keita ha promesso di disarmare, operazione che sta avvenendo con estrema fatica e a scapito, spesso della popolazione.

Quest’anno le violenze tra le comunità sono aumentate vertiginosamente. A marzo, i sospetti miliziani Dogon hanno ucciso 160 Fulani nella regione centrale di Mopti. Incursioni nei villaggi Dogon a giugno hanno ucciso oltre 40 persone.

L’instabilità, che ha provocato oltre 120mila sfollati e 600 morti nella regione, è alimentata ulteriormente dalla presenza di gruppi jihadisti che usano il Mali settentrionale e centrale come trampolini per attaccare altri paesi del Sahel. Sempre domenica nel Mali centrale, 12 civili tra cui un bambino sono stati uccisi quando il veicolo su cui viaggiavano ha colpito una mina.

Pochi giorni fa la Missione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione del Mali (Minusma) ha annunciato il rafforzamento della sua presenza. (Al Jazeera)