Mali

Un prefetto e un giornalista rapiti nel Mali centrale sono stati liberati lo scorso febbraio, in cambio di 18 jihadisti detenuti. La notizia dello scambio è stata diffusa solo ieri da alcune fonti giornalistiche e dall’avvocato di uno dei terroristi rilasciati.

Il 19 febbraio scorso il governo del Mali ha annunciato rilascio del prefetto di Ténenkou, Makan Doumbia e del giornalista Issiaka Tamboura, rapiti nel 2018, parlando del “frutto di un lungo processo avviato per preservare le loro vite”.    

Tra i carcerati liberati c’è l’ex commissario islamista di Gao – principale città nel nord del Mali passata nel 2012 sotto il controllo jihadista – Aliou Mahamane Toure, condannato il 18 agosto 2017 a 10 anni di reclusione per associazione a delinquere, detenzione illegale di armi, minaccia alla sicurezza interna e aggressione aggravata. «Il mio cliente recentemente mi ha chiamato al telefono per annunciarmi di essere stato rilasciato in compagnia di altri 17 prigionieri, nel mese di febbraio, come parte di uno scambio di prigionieri», ha detto alla AFP il suo avvocato, Maliki Ibrahim che sostiene di non essere stato informato del rilascio del suo cliente.

La notizia è confermata anche da un funzionario della prigione di Bamako secondo il quale l’ex commissario di Gao, insieme ad altri jihadisti, «è stato scarcerato quasi contemporaneamente ai due ostaggi». «Altri jihadisti processati o in attesa di processo sono stati rilasciati dalle prigioni maliane, inclusa quella di Bamako e Koulikoro, contemporaneamente al giornalista e al prefetto», ha aggiunto la stessa fonte.

Nelle mani del movimento jihadista Jama’a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin (JNIM), affiliato ad al-Qaeda in Mali, restano l’operatrice umamitaria francese Sophie Petronin e la suora colombiana Gloria Cecilia Narvaez. (Africanews)

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