Le elezioni di ieri in Mali sono state attraversate da vari episodi di violenza nel nord del paese, che in alcuni casi hanno portato alla chiusura anticipata dei seggi.  In diversi villaggi, i funzionari elettorali sono stati picchiati, le urne bruciate e gruppi armati hanno impedito ai supervisori elettorali di entrare nei seggi. Alcuni candidati e osservatori hanno anche riferito che, in diverse zone del paese, sono state create delle false stazioni di voto e che dunque, sono stati presi provvedimenti per mettere in guardia gli elettori. 24 i candidati che hanno corso per la presidenza, con l’uscente Ibrahim Boubacar Keita che ambisce a un mandato bis. 8.461.000 i cittadini registrati. 

In Zimbabwe, invece, le popolazione è chiamata al voto proprio in queste ore. Un voto storico perché il primo dalla caduta del regime di Robert Mugabe, al potere per 37 anni. Circa 5,5 milioni le persone registrate. I due principali contendenti sono presidente ad interim Emmerson Mnangagwa e Nelson Chamisa, diventato capo del principale partito di opposizione solo pochi mesi fa. Ha stupito la presa di posizione di ieri di Mugabe che ha dichiarato che non voterà per Mnangawa, candidato del suo vecchio partito, lo Zanu-PF.(VOA news/ Reuters)