Mali / Terrorismo

Il predicatore radicale Amadou Koufa è uno dei 30 militanti jihadisti uccisi dai soldati francesi in un’operazione militare iniziata giovedì nella martoriata regione di Mopti. Ad annunciarlo, il ministro francese delle forze armate, Florence Parly, che ha parlato di un’operazione condotta con attacchi aerei, assalti di elicotteri e soldati sul terreno.

A confermare la morte del terrorista è stato sabato il colonnello Diarran Kone, portavoce dell’esercito maliano.

Koufa, leader fulani del Fronte di liberazione della Macina, gruppo jihadista legato ad al-Qaida nel Mali centrale, è uno dei vertici della coalizione terrorista Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimeen (JNIM), nata nel marzo del 2017 e guidata dal tuareg maliano Iyad Ag ghaly.

Due settimane fa Koufa, Ag ghaly e l’algerino Djamel Okasha, capo dei mujaheddin dell’Emirato del Sahara, erano apparsi insieme in un video che inneggiava alla propagazione della jihad tra le popolazioni fulani, criticando la Francia, presente in Mali con oltre 3mila soldati nell’ambito dell’operazione anti-terrorismo Barkhane.

Intanto prosegue a Gao, Timbuktu e Kidal, nel centro e nel nord del paese, l’operazione “disarmo, smobilitazione, reinserimento” (DDR) che in solo due settimane ha portato 1.500 combattenti a deporre le armi. Iniziata il 6 novembre, l’operazione, che proseguirà fino alla fine del mese, si rivolge a 34mila veterani di gruppi armati ed ex ribelli. Il programma di disarmo e successivo reinserimento degli ex combattenti nell’esercito è parte dell’accordo di pace firmato a maggio 2015 a Bamako tra il governo del Mali e i ribelli Touareg. (Voice of America / Radio France Internationale / Anadolu)