Mali / Onu

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha votato ieri all’unanimità la creazione di un regime generale di sanzioni per il Mali. A lungo termine, i diplomatici saranno in grado di sanzionare con divieto di viaggio all’estero o con il congelamento dei beni, persone o entità accusate di ostacolare il processo di pace.

È proprio per rilanciare l’accordo di pace firmato nel 2015 e gravemente minacciato, che l’Onu ha adottato questa misura, su richiesta esplicita di Bamako. Il disegno di legge, pensato come deterrente, dovrebbe permettere di punire tutti coloro che violano il cessate il fuoco, attaccano le forze maliane e i peacekeepers, ostacolano l’aiuto umanitario e, più in generale, l’attuazione dell’accordo di pace.

Con questo regime di sanzioni e l’istituzione di un comitato di esperti per assicurarne la corretta attuazione, le Nazioni Unite sperano di porre fine all’impunità nel paese che promuove la corruzione e contribuisce ad aggravare instabilità e insicurezza. Il paese è infatti ancora frammentato, con una radicata presenza di gruppi jihadisti e forze militari straniere nel Nord, e uno stato sostanzialmente assente, corroso da una profonda crisi politica. (Rfi)