Mali

Due soldati e un civile (si tratterebbe di un bambino) sono stati uccisi ieri da parte di uomini armati che hanno attaccato il villaggio di Goundam nel nord del Mali. Lo hanno riferito un portavoce dell’esercito e dei residenti.  La tensione è cresciuta nel paese dopo due giorni di scontri tra milizie pro e anti-governative.

La grande coalizione che coordina gran parte dei gruppi ribelli separatisti, il Coordinamento dei Movimenti Azawad (Cma), ha dichiarato di voler reagire per difendersi dagli attacchi della milizia Gatia (favorevole al governo di Bamako), che nei giorni scorsi aveva gli aveva sottratto il controllo della città settentrionale di Menaka. 

“Verso le 5:30 del mattino, uomini armati hanno attaccato il villaggio di Goundam,” afferma Souleymane Maiga, capo dell’ufficio informazioni dell’esercito. “Il bilancio provvisorio è di tre morti tra cui il capo dell’unità di guardia nazionale, il suo vice, e un civile.”

Dai racconti dei residenti sembrerebbe che gli assalitori fossero appartenenti ai ribelli separatisti del Cma, ma ciò non è stato ancora verificato.

Un attacco che segue quelli che i caschi blu della missione delle Nazioni Unite in Mali (Minusma) hanno riferito di aver respinto negli ultimi due giorni a Timbuktu. Entrambi sono stati rivendicati dai combattenti separatisti del Cma. In ambedue gli attacchi non ci sarebbero state vittime. 

Le Nazioni Unite che hanno dispiegato in Mali 10000 uomini per la missione Minusma, ieri hanno espresso preoccupazione per le crescenti tensioni che potrebbero far deragliare la firma del pre-accordo di pace firmato ad algeri il primo 1 marzo scorso tra il governo del presidente Ibrahim Boubacar Keita e una parte dei ribelli, che dovrebbe essere firmato ufficialmente da tutte le parti il prossimo mese. (Reuters)