Mali

E’ una vera e propria guerra quella che il governo del Mali sta combattendo, sostenuto dai paesi vicini, da Francia e Onu, contro la rete di cellule jihadiste radicate ormai nel nord del paese. L’esercito ha diffuso sulla sua pagina Facebook il bilancio dell’ultimo scontro, avvenuto ieri vicino alla città di Tabankort, nella regione di Gao.

Il comunicato delle forze armate parla di un agguato a una pattuglia che ha provocato “24 morti, 29 feriti e danni materiali”, e che si è concluso con “17 terroristi uccisi, un centinaio di sospetti arrestati dalle forze nigeriane a Tiloa e 70 motociclette distrutte”.

Secondo l’esercito maliano, la battaglia si è sviluppata nell’ambito di un’operazione congiunta tra Niger e Mali, chiamata ‘Tongo Tongo’, per garantire i confini comuni.

Il nord del Mali è precipitato nella violenza tra marzo e aprile 2012 quando i gruppi terroristici legati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico hanno preso il controllo di molte località. Dopo l’intervento militare internazionale che li ha in gran parte cacciati dalle loro basi nel 2013, sono tornati a colpire civili, scuole e forze armate, sia maliane che straniere. Dal 2015 questi attacchi si sono diffusi nel Mali centrale e meridionale e nei paesi vicini, in particolare Burkina Faso e Niger.

In Mali le operazioni terroristiche si sono intensificate dopo l’uccisione in Siria del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi, il 26 ottobre. Il 1° novembre, in un altro attacco contro una postazione militare nel settore di Menaka, erano morti 53 soldati e un civile.

In risposta, nelle prime due settimane del mese la forza congiunta del G5 Sahel – Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad e Mauritania -, sostenuta dalla forza francese Barkhane, ha condotto un’operazione definita “su larga scala” nel Mali centrale e settentrionale, uccidendo o catturando 25 terroristi, sequestrando armi e mezzi, e distruggendo fabbriche di esplosivi. (Anadolu / RFI)