Si avvicina la liberazione degli ostaggi europei
Sono stati rilasciati oggi i quattro membri dell’organizzazione di Al Qaeda per il Maghreb islamico, detenuti dalle autorità maliane. L’ultimatum per la loro liberazione sarebbe scaduto il 20 febbraio. Aumentano le speranze per i sei ostaggi europei: un francese, tre spagnoli e due italiani.

Il Mali non aveva nessuna intenzione di liberarli, eppure, oggi, sono stati rilasciati i quattro islamisti radicali, per i quali l’organizzazione di Al-Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi) aveva chiesto la liberazione. In cambio il gruppo offriva il rilascio dell’ostaggio francese, Pierre Camatte, rapito lo scorso 26 novembre.
La data dello scambio, fissata la scorsa settimana dai terroristi, era il 20 febbraio.

Tra i membri del gruppo, rilasciato dalle autorità maliane, figura un algerino che occuperebbe un ruolo di primo piano nella gerarchia dell’organizzazione di Aqmi.
I quattro, condannati da un tribunale di Bamako a nove mesi di carcere per possesso illegale d’armi, erano stati arrestati lo scorso 26 aprile a Tadhac, 60 chilometri da Tessalit, nel nord-est del Mali.

Il rilascio dei detenuti potrebbe favorire la liberazione anche degli altri sei ostaggi europei in mano all’organizzazione.
Oltre a Camatte, Al Qaeda trattiene, infatti, tre cooperanti spagnoli rapiti il 29 novembre in Mauritania, e una coppia di italiani, Sergio Cicala, 65 anni, e la moglie Filomen Kabouree, originaria del Burkina Faso, 39 anni, rapiti anche loro in Mauritania il 17 dicembre.
Gli ostaggi spagnoli si troverebbero nelle mani dell’algerino Moctar Belmoctar, uno dei capi di Aqmi; mentre gli italiani e il francese sarebbero ostaggi dell’algerino Abdelhamid Abou Zeid e del suo luogotenente, Abou Yaya Hamane.

 

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