Mali / Tunisia

Seifallah Ben Hassine, meglio conosciuto come Abu Ayyad, fondatore dell’organizzazione jihadista tunisina Ansar al-Sharia è stato ucciso il 21 febbraio scorso in un raid delle forze francesi a nord-ovest della capitale del Mali, Bamako, vicino al confine con la Mauritania.

A rivelarlo è il sito dell’organizzazione Mena Stream, specializzata nella ricerca e consulenza sui rischi legati al terrorismo in Medio Oriente, Nord Africa e Sahel.  

Venerdì scorso la Francia aveva annunciato l’uccisione di un altro importante leader jihadista, l’algerino Djamel Okacha, alias Yahia Abou al-Hamman, numero due al comando di Jama’at nusrat al-islam wal-muslimin (Jnim), gruppo legato ad al-Qaeda nel Sahara occidentale. Secondo quanto riferito, è stato ucciso insieme a due altri leader e otto combattenti in un’operazione della forza francese Barkhane vicino a Timbuktu.

Mena Stream non specifica se i due terroristi siano stati uccisi nella stessa operazione che ha preso di mira il convoglio di Abu al-Hamman.
Sempre i francesi lo scorso novembre avevano annunciato l’eliminazione di un altro leader del Jnim, il predicatore radicale Amadou Koufa.

Il governo tunisino ha classificato il gruppo salafita Ansar al-Sharia come organizzazione terroristica. Un mandato di arresto internazionale è stato emesso nei confronti del suo fondatore, Abu Ayyad. Il gruppo è accusato dell’omicidio degli oppositori tunisini Chokri Belaid e Mohamed Brahmi nel 2013 e dell’uccisione di diversi membri delle forze di sicurezza e dell’esercito tunisini. Il ministero degli Interni degli Stati Uniti ha emesso un mandato di cattura per Ayyad, sospettato di pianificare l’intrusione terroristi nella sede dell’ambasciata americana a Tunisi nel 2012.

Abu Ayyad, rifugiato in Libia, era già stato dato per morto diverse volte: alla fine del 2014, nel giugno del 2015 e all’inizio del 2017. Tuttavia, i resoconti dei media dicono che è riuscito a fuggire nel nord del Mali per unirsi a gruppi jihadisti nella zona. (Anadolu / Mena Stream)