“Miriam Makeba Tribute”
Bilancio più che positivo dei tre giorni di concerti e dibattiti dedicati a Miriam Makeba, cantante sudafricana scomparsa nel 2008. Ieri sera, al concerto finale hanno preso parte più di 1200 persone.

Successo pieno, sabato sera, del concerto che ha chiuso il “Miriam Makeba Tribute”. L’auditorium di via della Conciliazione di Roma, sede scelta per l’evento, ha richiamato più di 1.200 persone per celebrare Mama Africa, simbolo della lotta per la libertà e i diritti civili in Sudafrica e nel mondo che ha ispirato tantissimi africani e non in questa serata romana.

 

Tasha Rodrigues, una delle artiste che si è esibita durante la serata, racconta le sue emozioni: «Tutte le canzoni di Mama Africa hanno un messaggio, anche banale come quello di Pata Pata, ma lei così invita la gente ad essere allegra. Bisogna ballare perché la musica è vita».

 

Sul palco si sono avvicendati tantissimi artisti che hanno cantato soli, in duetto, e supportati dalla storica band della Makeba: l’Afro Star Band. Gabin Dabire, Ray Lema, Awa Ly, Josette Martial, Esha Tizafy, Niccolò Fabi, Fausto Mesolella e i Mediterranea hanno fatto sentire la propria voce per ricordare la Makeba, morta nel 2008 a Castelvolturno dopo il concerto contro la camorra organizzato in favore di Roberto Saviano, giornalista e scrittore (notissimo il suo Gomorra), nel mirino delle mafie per le sue puntuali denunce.

 

La madrina della serata, la cantante italo-americana Rossana Casale è uno dei simboli dell’evento e del messaggio della Makeba. «Ho sempre amato le culture musicali di tutto il mondo, ha spiegato, e quando mi hanno chiesto di partecipare ho detto subito sì senza pensarci perché Mama Africa mi ha ispirato moltissimo nella mia carriera e perché mi definisco una afro-italiana». La Casale, oltre a cantare Terra, suo singolo personale tratto dall’album “Lo stato naturale” dedicato all’Africa, si è esibita sulle note di Come back Sunday di Duke Ellington ed ha celebrato le note della Makeba con la sua Soweto blues.

 

Il Miriam Makeba Tribute si è inevitabilmente dipinto dei colori vivaci dell’antirazzismo. Ha dimostrato una volta di più come la musica sia terreno fertile per l’integrazione e la vicinanza tra le culture. La pensa così Raiz degli Almamegretta, grande protagonista della serata: «Con la musica si può dare un contributo per cambiare le cose. Negli anni ’90, il mio pezzo Figli di Annibale voleva essere un pezzo anti-razzista senza dichiararlo. Sinceramente avrei pensato che certi problemi nel 2010 sarebbero scomparsi. Invece Annibale oggi torna d’attualità e sono felice di poterla dedicare alla Makeba». Un po’ di sangue di Annibale, generale nero, è rimasto a tutti nelle vene, ha cantato Raiz per ricordare un concetto semplice: «Siamo tutti figli di Annibale e per questo tutti meritiamo gli stessi diritti».

 

Un grande successo per gli organizzatori dell’evento, il Movimento degli Africani in Italia, nato nel 2006, che dopo quattro anni di attività è diventato un punto di riferimento che ha promosso con successo tante iniziative politiche e culturali. Gaoussou Ouattara, presidente del Movimento, scherzava durante la presentazione: «Dovete venire numerosi al concerto perché dobbiamo pagare i debiti». In tantissimi hanno risposto al suo appello riempiendo l’auditorium della Conciliazione per Mama Africa. Ed ora il ricavato potrà essere devoluto al finanziamento di un progetto di lotta alla desertificazione per il rimboschimento del Burkina Faso e per sostenere le iniziative del Movimento. Miriam Makeba, da lassù, starà ballando di gioia.