Rd Congo / Appello dell'opposizione
Da Bruxelles, il leader dell’opposizione congolese Felix Tshisekedi chiama alla mobilitazione contro il presidente scaduto un anno fa e contro il tentativo di spostare il voto a fine 2018.

Nel corso di una conferenza a Bruxelles, l’8 novembre, il capo della coalizione dell’opposizione in Rd Congo, Félix Tshisekedi ha chiamato i congolesi a scendere in piazza, il prossimo 15 novembre per chiedere al presidente Kabila di lasciare la poltrona, come avrebbe dovuto fare già un anno fa quando è terminato il suo secondo e ultimo mandato. Kabila vuole invece prolungare la transizione e arrivare alle elezioni presidenziali e legislative il 31 dicembre 2018. Una data scelta dalla Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) con l’avallo della comunità internazionale.

Un’altra manifestazione è convocata per il 28 novembre, anniversario dell’elezione di Étienne Tshisekedi, padre di Félix e scomparso lo scorso febbraio, a presidente del paese nel 2011: voto, secondo gli oppositori, «confiscato» da Kabila attraverso frodi elettorali.

Il fronte dell’opposizione non è tuttavia compatto. Il Movimento per la liberazione del Congo e l’Unione per la nazione congolese sembrano disponibili ad accettare un prolungamento della transizione. Mentre l’Unione per la democrazia e il progresso sociale ha una posizione netta. Denuncia Félix Tshisekedi: «Il paese rischia un ritorno alla dittatura. Ha bisogno di essere liberato e questa liberazione passa attraverso l’uscita di scena di Joseph Kabila, al quale non si può accordare nessuna fiducia».

Secondo Tshisekedi, i 250 milioni di dollari versati ogni anno dal 2012 nella casse della Ceni sono spariti. E il regime avrebbe utilizzato queste risorse per acquistare armi.

Il leader dell’opposizione ha sollecitato i suoi concittadini a mobilitarsi subito e a tenere alta la guardia, senza confidare troppo nella comunità internazionale che finora non ha saputo trovare altra soluzione che rinviare il problema. E ha concluso: «Noi congolesi dobbiamo contare solo su noi stessi».

Félix Tshisekedi