L'AFRICA DIETRO LE SBARRE – DOSSIER GIUGNO 2017

Non hanno un tipo di crimine più ricorrente, come capita invece per tunisini e nigeriani con spaccio e prostituzione. Senegalesi più denunciati che arrestati.

L’avvocato Mario Angelelli è presidente dell’Associazione progetto diritti onlus che da oltre vent’anni svolge attività di ricerca e di sostegno legale sui temi della tutela dei diritti individuali, con un’attenzione particolare ai soggetti più vulnerabili colpiti da discriminazioni di tipo sociale ed economico, tra cui i cittadini stranieri e i detenuti.

Con lui abbiamo cercato di analizzare i dati statistici che riguardano la criminalità straniera, in particolare africana, nel nostro paese. 

Avvocato, i dati statistici ci raccontano come tra i detenuti africani vi sia una netta prevalenza di marocchini (il 37,37% degli africani e poco più del 6% del totale). Può aiutarci a comprendere questo dato? 

Quella marocchina rappresenta la comunità straniera più grande e antica presente sul territorio nazionale. Da un punto di vista criminale non esiste un tipo di reato più ricorrente in quella comunità. I suoi membri commettono pressoché qualunque tipo di reato, come gli italiani. Ciò lascia intendere che i marocchini siano perfettamente integrati nel tessuto sociale italiano. 

Al secondo posto tra le nazionalità africane troviamo la Tunisia, che rappresenta il 22,13% del totale dei detenuti africani e il 3,7% di tutti i reclusi. Al terzo la Nigeria (10% tra gli africani e l’1,7% del totale). Al di fuori di queste tre comunità (quella tunisina è la seconda per numeri sul nostro territorio e quella nigeriana la quinta dopo Senegal ed Egitto), le altre nazionalità africane non superano il punto percentuale in quanto a presenze in carcere. 

Senza voler offrire generalizzazioni di sorta, dall’esperienza legale emerge come siano ricorrenti alcune tipologie di reato per nigeriani e tunisini. Entrambi sono spesso denunciati e arrestati per crimini inerenti lo spaccio di stupefacenti. Ma i detenuti tunisini coinvolti in questi reati raramente sono tossicodipendenti. Mentre i nigeriani, comprese le donne, finiscono in carcere anche per reati legati allo sfruttamento della prostituzione. Per spaccio sono spesso fermati e denunciati anche giovanissimi gambiani: sono trovati in possesso di piccole quantità di droga e, dunque, si ipotizza che siano utilizzati per vendere al dettaglio.

Occorre dire che, al di là di quelle che potremmo definire …

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Foto di Fabrizio Villa

Elaborazione dati di Stefano Daddi

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