Il leader del movimento di protesta che da oltre un anno scuote la regione settentrionale del Rif è stato condannato a 20 anni di carcere, ieri, da un tribunale di Casablanca.

Nasser Zefzafi, 39 anni, è stato arrestato a maggio 2017 per aver organizzato manifestazioni nella sua città natale, Al-Hoceima, in quello che è stato definito “al-Hirak al-Shaabi” (“movimento popolare”). È stato accusato di indebolire l’ordine pubblico e minacciare l’unità nazionale.

Come parte dello stesso verdetto, anche altri contestatori – Nabil Ahmijeq, Wassim El Boustani e Samir Aghid – sono stati condannati alla stessa pena detentiva. Ad altri 35 attivisti sono state comminate pene che vanno dai 15 anni ad un anno di carcere.

Un verdetto «crudele e di rappresaglia», ha scritto Naima El Gallaf, avvocato degli attivisti di Hirak, sulla sua pagina Facebook.

Le proteste sono scoppiate dopo la morte di un pescatore, Mouhcine Fikri, nell’ottobre 2017. L’uomo era stato schiacciato in un camion della spazzatura mentre cercava di recuperare dei pesci che la polizia gli aveva confiscato e gettato nell’immondizia. La morte dell’uomo ha acceso la miccia delle proteste dell’intera popolazione che chiede particolari misure socio-economiche per lo sviluppo della regione nord-orientale, tra le più povere del paese.

Si tratta della più importante protesta di massa in Marocco dopo le dimostrazioni pro-democrazia avvenute durante la primavera araba, nel 2011. (Reuters)