Marocco

Le autorità marocchine hanno confermato la pista terroristica dietro all’omicidio di due escursioniste scandinave, avvenuto lo scorso fine settimana nella regione di Marrakech. I servizi di sicurezza hanno arrestato quattro persone, per le quali il pubblico ministero della Corte d’appello di Rabat ha confermato il coinvolgimento in “un gruppo radicale”.

Lunedì 17 dicembre i corpi di Louisa Vesterager Jespersen (24 anni, danese) e Maren Ueland (28 anni, norvegese) vengono trovati, nudi e semi-decapitati, vicino a Imlil, cittadina a 70 km a sud di Marrakech, stazione di salita al Monte Toubkal, nella regione dell’Alto Atlante. Le turiste avevano piantato la loro tenda in una zona montuosa non sorvegliata. Secondo il sito al Arabiya avrebbero anche subito violenza sessuale.
Meno di 24 ore dopo il ritrovamento, lunedì, l’Ufficio centrale di indagini giudiziarie (BCIJ) ha annunciato l’arresto, a Marrakech, di uno dei presunti assassini. I suoi tre presunti complici – Rachid Afatti, Ouaziad Younes e Ejjoud Abdessamad – sono finiti in manette ieri mattina. I quattro, tutti di Marrakech, hanno legami con i circoli islamici radicali, secondo una fonte vicina alle indagini.

Un video pubblicato sui social media giovedì mostra quattro uomini di fronte a una bandiera nera che promette fedeltà ad Abu Bakr al-Baghdadi, capo dell’ISIS. Il pubblico ministero di Rabat ha confermato l’autenticità delle immagini, indicando che sono gli stessi uomini arrestati in settimana. Secondo la dichiarazione, il video è stato “registrato la scorsa settimana, prima dell’esecuzione”. Nel video, i quattro proclamano il loro sostegno ai “fratelli di Hajin”, una piccola città nel sud-est della Siria, dove il gruppo è stato appena cacciato dai curdi.

Il nome di questa città è anche pronunciato in un altro video, che circola da mercoledì sui social network. Si vede una donna seminuda che giace tra un muro e una tenda verde. Un uomo illumina la scena mentre un altro pugnala al collo la vittima, che potrebbe essere una delle due ragazze. Questo video è studiato molto seriamente da tutti i servizi di polizia di Marocco, Norvegia e Danimarca. Nessuno ha finora confermato l’autenticità di queste immagini.

L’ultima volta che il regno ha vissuto un atto terroristico risale al 28 aprile 2011, quando una bomba esplose in un bar nella famosa piazza Jemaa el-Fna di Marrakech, uccidendo 7 francesi, 2 canadesi e un olandese.

Negli ultimi tre anni il Marocco ha mantenuto un alto livello di allerta per la presenza di cellule terroristiche, alcune delle quali sono state smantellate. Dieci giorni prima della tragedia, il BCIJ aveva annunciato l’arresto a Beni Mellal, a nord di Marrakech, di sei sospetti sostenitori di Daech. (Jeuneafrique / Radio France Internationale)