Un rapporto parlamentare

Portano ogni giorno, sulla schiena o su dei carrelli, tonnellate di merci attraversando la frontiera – blindata per i migranti – che divide l’enclave spagnola di Ceuta dal Marocco.

Sono donne, si stima siano 3500, trasportano per lo più merci legali, dai capi di abbigliamento ai prodotti alimentari, provenienti dalla Spagna e destinate al mercato marocchino, e sono pagate dai commercianti marocchini.

Ora il parlamento di Rabat si è accorto di loro e ha presentato un rapporto in cui afferma che queste lavoratrici svolgono un lavoro molto pesante, subiscono vessazioni continue, «sono sfruttate dalle mafie del contrabbando», e che è necessario riconvertire questa attività.

Queste donne, ma a svolgere questo lavoro ci sono anche molti uomini, sono l’anello debole di una catena che si può ipotizzare controllata dalla malavita, probabilmente con la complicità di apparati pubblici. Basti dire che il rapporto sottolinea che i prodotti alimentari che attraverso Ceuta arrivano in Marocco «non sono sottoposti a nessun controllo sanitario e ciò costituisce una minaccia per la salute dei consumatori».