Marocco / Spagna

L’organizzazione Human Rights Watch (HRW) ha chiesto l’apertura immediata di un’inchiesta sulla morte di una studentessa 22enne uccisa martedì dalla marina marocchina che ha sparato sulla barca che trasportava un gruppo di migranti in Spagna.

Hayat Belkacem è morta e altri tre marocchini sono rimasti feriti – uno in modo critico, con un braccio amputato – quando il motoscafo in cui si trovavano è stato colpito dai proiettili sparati da un’unità navale di pattuglia nel Mediterraneo, nelle acque tra Tetouan e Tangeri, al largo delle coste di M’diq-Fnideq.
Il pilota spagnolo del motoscafo, sul quale viaggiavano 25 persone compresi gli scafisti, è rimasto incolume ed è stato arrestato.

La marina militare del Marocco si è difesa dicendo d’essere stata “costretta” a sparare sulla barca perché “ha rifiutato di obbedire” agli ordini.

Il ministero dell’Interno ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. HRW chiede al governo di “rivelare pubblicamente gli esiti delle indagini e di consegnare i responsabili alla giustizia”.

«I civili marocchini vengono uccisi a sangue freddo solo perché vogliono lasciare questo paese di disparità sociali, povertà e repressione», ha affermato mercoledì il portavoce dell’Associazione marocchina dei diritti umani.

Il Marocco ha detto d’aver sventato 54.000 tentativi di migranti di attraversare il Mediterraneo verso l’Europa dall’inizio dell’anno. Le cifre includono 7.100 cittadini marocchini, per il periodo fino alla fine di agosto, secondo i dati diffusi la scorsa settimana dal portavoce del governo.

Dall’inizio del 2018, la Spagna ha registrato oltre 38.000 arrivi via mare e via terra, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. (News 24 / Al Jazeera / El Diario)