Marocco / Rif

In occasione del 18esimo anniversario della sua investitura, sabato, il re del Marocco Mohammed VI ha graziato 1.178 prigionieri, tra i quali anche 58 membri del movimento di protesta hirak errif (orbita del Rif) che da mesi sta scuotendo la regione settentrionale del Rif chiedendo maggior sviluppo sociale ed economico.

L’unico leader del movimento liberato è il 23enne Silya Ziani, gli altri restano in carcere a Casablanca. Secondo fonti ufficiali, circa 176 persone sono state arrestate durante le proteste.

Riferendosi direttamente alla situazione di Al Hoceima, capoluogo della regione del Rif e teatro principale delle manifestazioni di protesta, il re ha richiamato al loro dovere i partiti politici e i loro rappresentanti, che avrebbero dovuto ascoltare per primi le richieste della popolazione.

La situazione in Al Hoceima è tesa dall’ottobre 2016, quando il venditore di pesce Mouhcine Fikri è morto stritolato in un camion di rifiuti mentre cercava di recuperare i suoi pesci spada confiscati dalla polizia. La domanda di giustizia per Fikri nella regione nordorientale si è evoluta in un importante movimento di base per richiedere un maggiore investimento pubblico per creare più posti di lavoro.

Si tratta della più importante protesta di massa in Marocco dopo le dimostrazioni pro-democrazia durante la primavera araba, nel 2011.

All’inizio di questo mese la polizia ha usato gas lacrimogeni e manganelli per disperdere le proteste ad Al Hoceima; gli scontri hanno causato il ferimento grave di un attivista, ricoverato in coma all’ospedale militare di Rabat.

Intanto continua la stretta contro la stampa. La scorsa settimana due giornalisti spagnoli impegnati a coprire gli eventi nella regione del Rif sono stati espulsi. Il 25 luglio scorso i due sono stati accompagnati al confine di Ceuta senza alcuna spiegazione. Secondo Reporter senza frontiere questo è l’ennesimo segnale di un’escalation nelle violazioni della libertà di stampa nel regno, di cui i giornalisti marocchini sono le prime vittime. (Afrique Presse / Le Monde)