Marocco / Migranti

L’11 ottobre scorso Gadem, Gruppo marocchino antirazzista di difesa e di accompagnamento degli stranieri e dei migranti, ha presentato a Rabat il nuovo rapporto “Espulsioni Libere” in cui sono state raccolte testimonianze di arresti e allontanamenti forzati subiti da persone non marocchine, che l’organizzazione aveva già denunciato con la pubblicazione del precedente report “Costi e lesioni. Rapporto sulle operazioni di applicazione della legge nel Marocco settentrionale tra luglio e settembre 2018″.

Gadem accusa le autorità marocchine di aver arrestato, respinto e deportato nella sola regione di Tangeri, nell’estremo nord del paese, almeno 7.720 persone non marocchine, indipendentemente dal loro status legale e in modo del tutto illegale, tra luglio e settembre di quest’anno.

Secondo l’organizzazione, 89 persone di diverse nazionalità, di cui 6 minori, sono state rimpatriate e molte rimangono per mesi in cella, in attesa di conoscere la loro sorte. Emblematico è il caso della stazione centrale di polizia di Tangeri che, a detta della Gadem, detiene attualmente in stato di arresto almeno quaranta stranieri.

Camille Denis, coordinatore generale dell’ong, ha dichiarato a Radio France Internacionale che gli arrestati vivono in condizioni disumane, dormendo su materassi disposti uno accanto all’altro per terra, senza coperte e ancora con gli abiti che indossavano quando sono arrivati in stazione. I servizi igienici sono aperti solo di giorno, quindi di notte sono costretti ad urinare in bottiglie di plastica. Ci sono anche persone malate a cui non viene offerta alcuna cura. (RFI / Yabìladì)