La testimonianza
“Carlo Maria Martini fu una scuola permanente di vita umana e cristiana, di come affrontare i problemi della chiesa e della società”. Questo il ricordo di don Gianni Cesena, direttore della fondazione Missio e per sei anni segretario particolare dell’arcivescovo emerito di Milano. In audio l’intervista integrale.

In ricordo della figura del cardinal Martini, morto il 31 agosto, vi proponiamo alcuni stralci della testimonianza di don Gianni Cesena, che fu per sei anni suo segretario particolare e per lungo tempo parte della sua comunità di preghiera e di vita.

 

L’AFRICA

“Dedicava sempre alcuni tempi morti dell’anno (quando non ci sono particolari attività di visita pastorale) a visite missionarie, privilegiando il rapporto con l’Africa”.

 

LA MISSIONE

“La sua era una visione concreta della missione, la sua idea missionaria derivava dall’ascolto dell’esperienza dei missionari e non tanto da una teoria che venisse dall’alto… credo che lui sentisse dentro di sé l’annuncio del Vangelo come punto essenziale dell’opera missionaria, accompagnato però sempre a un’attentissima lettura delle condizioni culturali: non la cultura studiata sui libri ma la storia concreta di ogni popolo”. 

 

L’IMMIGRAZIONE

Sul tema dell’immigrazione fu una figura scomoda per la chiesa, “ma anche per la società, per i politici e per la mentalità corrente del momento che gli rimproverava una posizione cosiddetta ‘buonista’, di accoglienza indiscriminata, ma Martini non è mai stato indiscriminato su nulla, e men che meno su quest’argomento… lui era guidato da un’intuizione”.

 

IL DIALOGO INTERELIGIOSO

“Aveva un senso vivo dell’origine delle scritture: storica e rivelata. Ero nel Duomo di Milano, nella fila di coloro che lo visitavano. Mi sono fermato ad osservare e mi ha colpito la presenza di persone di religione mussulmana: donne con il velo che venivano, come noi, a dare l’ultimo saluto al loro cardinale… Anche qui valgono più i fatti che i ragionamenti: i musulmani che rendono omaggio alla salma del cardinale nel Duomo di Milano e la comunità ebraica che celebra un minuto di silenzio in sua memoria alla riunione in occasione della giornata dell’ebraismo”.

 

LA MEMORIA

“Carlo Maria Martini era sopra ogni altra cosa un cristiano, un credente. Ci ha insegnato a vivere, indicandoci visioni inedite di ciò che stava accadendo, ma ci ha insegnato anche a morire, affidandoci a Dio, perché la vera vita è quella che ci attende”.

 

In audio l’intervista integrale, a cura di Michela Trevisan, estratta dal programma radiofonico Inside – Afriradio