La giunta militare al potere ha promesso nuove elezioni nel 2009
Dopo la prigionia e i mesi di arresti domiciliari Cheikh Abdallahi è ora libero. Primo presidente democraticamente eletto nella storia del paese, era stato deposto dal golpe militare dell’agosto scorso.

L’ex presidente mauritano Sidi Ould Cheikh Abdallahi non è più agli arresti domiciliari a Lemden, il suo paese d’origine, ma si trova a Nouakchott, la capitale.
Dopo essere stato rovesciato da un primo presidente democraticamente eletto nella storia della Mauritania, è stato prima incarcerato e poi costretto al confino domestico dalla giunta militare che ha preso il potere nel paese.
Sul ripristino della democrazia e per il suo rilascio si sono più volte pronunciate sia l’Unione africana che l’Unione europea, che ha anche minacciato sanzioni contro la giunta guidata dal generale Abdel Aziz.
All’indomani del golpe quattro partiti politici si sono riuniti in una coalizione, il Fronte nazionale di difesa della democrazia (Fndd), ed iniziato ad organizzare manifestazioni contro il golpe, che il regime ha sempre represso o vietato, nonostante le promesse di convocare presto nuove elezioni.
 
Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha accolto con favore la liberazione di Abdallahi, e ribadito la richiesta di “una restaurazione dell’ordine costituzionale nel paese. La presidenza francese dell’Unione Europea, ha invece sottolineato come la liberazione di Abdallahi sia un passo significativo ma non rappresenti “una soluzione della crisi”. Il provvedimento della giunta guidata dal generale Mohammed Abdel Aziz precede di pochi giorni l’inizio di consultazioni nazionali convocate per definire il cammino verso nuove elezioni presidenziali, che dovrebbero tenersi entro la fine del 2009, nonostante la comunità internazionale chieda il rientro di Abdallahi alla presidenza.